LETTERA AGLI STAKEHOLDER

Cari Stakeholder,

non nascondo l’orgoglio e il grande senso di responsabilità con cui sottoscrivo per la prima volta questa lettera e ritengo sia doverosa una breve premessa, ringraziandovi sin d’ora per l’attenzione.

Come ben sapete la mia nomina a Presidente della Società è del 9 luglio scorso e da subito ho trovato una realtà consapevole di avere il ruolo strategico della gestione di quella che a ben ragione può essere definita la risorsa pubblica per eccellenza, ovvero la risorsa idrica, e di essere una protagonista, accanto ai soci, enti pubblici locali, nel sostegno della crescita sociale ed economica delle comunità del territorio romagnolo.

Una consapevolezza che si traduce nella valorizzazione e nel miglioramento dei propri asset strumentali alla sua mission principale, nella ricerca e nello studio delle possibili azioni da intraprendere per far fronte alle sfide del futuro, prossimo e remoto, in relazione ai cambiamenti climatici e alle sempre più accresciute sensibilità ambientali e, ultimo ma non meno importante, nella valorizzazione del proprio capitale umano, interno e che collabora con la Società.

Mi auguro – auspicio che sarà oggetto del mio agire come Presidente – che tale consapevolezza cresca sempre di più, sia da parte vostra che da parte di chi lavora quotidianamente all’interno della Società, ricordando sempre la scelta politica lungimirante e coraggiosa che ha portato alla nostra nascita, di cui l’anno prossimo ricorre l’anniversario del 60°, ha guidato la nostra storia in questi anni e muove giorno dopo giorno il nostro impegno per gestire al meglio le sfide che ci aspettano nel futuro e il ruolo pubblico che svolgiamo.

Voglio aggiungere infine un ringraziamento ai responsabili dei settori che hanno lavorato alla stesura del documento e in particolare al Direttore Generale, Ing. GianNicola Scarcella, che ha sovrainteso i lavori, li ha controllati e validati.

VENENDO AI CONTENUTI DEL BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ, OCCORRE UNA DOVEROSA PREMESSA METODOLOGICA ALL’ELABORATO, IMPOSTA DALLA NORMATIVA EUROPEA E ITALIANA ENTRATA IN VIGORE NEGLI ULTIMI MESI.

Il Decreto Legislativo 125/2024 aveva recepito le direttive europee in materia di Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) del 2022. A seguito di ciò, anche Romagna Acque avrebbe dovuto adempiere a nuovi obblighi normativi e di rendicontazione a partire dall’edizione del Bilancio di Esercizio 2025, sulla base di nuovi standard europei per la rendicontazione di sostenibilità.

LA SOCIETÀ AVEVA QUINDI DECISO DI ANTICIPARE QUANTO SAREBBE DIVENTATO OBBLIGATORIO PER IL 2025, ORGANIZZANDOSI GIÀ PER UN’EDIZIONE DI BILANCIO STRUTTURATA SULLA BASE DELLE NUOVE DIRETTIVE E AVVIANDO, CON IL SUPPORTO DI TEHA (AMBROSETTI), IL PERCORSO DI RENDICONTAZIONE CHE HA PERMESSO DI REALIZZARE LA DICHIARAZIONE DI SOSTENIBILITÀ PER L’ANNO 2024.

Tuttavia, il recente intervento della Commissione Europea ha modificato i tempi e il perimetro di applicazione della normativa.

In base a queste ultime direttive, la nostra Società, per le sue dimensioni (numero di dipendenti inferiore al minimo previsto), risulterebbe esonerata oggi dall’applicazione della normativa, salvo una scelta del tutto volontaria.

Scelta che è di fatto avvenuta, in quanto, nonostante lo “stop the clock”, è stato ritenuto fondamentale proseguire con il progetto, seppur con alcune modifiche.

È stato infatti necessario andare a ridefinire le modalità di pubblicazione e comunicazione delle informazioni contenute in questo documento alla luce del fatto che esse non verranno incluse nella “Relazione sulla gestione del Bilancio di Esercizio”, come invece inizialmente previsto dalla normativa.

COSÌ REDATTA, LA RENDICONTAZIONE, CHE SI PRESENTA DI NUOVO CON IL TITOLO “BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ”, CONSOLIDA IL NOSTRO APPROCCIO SEMPRE ATTENTO ALLE LOGICHE PIÙ EVOLUTE E ALLINEATE AGLI STANDARD EUROPEI.

Ripercorrendo il 2024, anche nel corso di questa annualità una parte della Romagna è stata gravemente colpita da eventi alluvionali, seppur in una dimensione meno drammatica rispetto a quanto accaduto nel 2023.

Come già allora, Romagna Acque è sempre stata in prima fila – con i propri operatori e le proprie strutture – per affrontare le emergenze e per garantire la continuità di una fornitura idropotabile qualitativamente e quantitativamente adeguata alle necessità della popolazione.

Al tempo stesso, proprio a seguito di quanto accaduto nel 2023, lo scorso anno è stato caratterizzato anche da una serie di attività (progettuali, infrastrutturali, sociali, di ricerca) che hanno cercato di fare tesoro del passato recente per costruire un futuro più sicuro, partendo dall’ormai inevitabile necessità di fare i conti con i comportamenti climatici.

Nel bilancio che state per leggere trovate quindi le rendicontazioni di quanto è stato fatto, o impostato, nel 2024, a livello di investimenti, di progettazione e di realizzazioni di nuove opere, ma anche di iniziative sociali, culturali ed economiche – sovente a dimensione europea – promosse o partecipate da Romagna Acque, proprio allo scopo di arrivare a una gestione preventiva e strategica di queste tematiche.

PER NOI È FONDAMENTALE INNANZITUTTO GARANTIRE L’EFFICIENZA E L’ADEGUATEZZA DELLA RETE INFRASTRUTTURALE, TRAMITE LA PROGETTAZIONE E LA MANUTENZIONE, MA ANCHE ATTRAVERSO UN COSTANTE LAVORO DI STUDI E DI RICERCHE, SPESSO AFFIANCATO DA PARTNERSHIP SIGNIFICATIVE A LIVELLO ACCADEMICO.

Da tempo, inoltre, si ragiona sulla necessità di aumentare la capacità di accumulo idrico del complesso acquedottistico romagnolo, per far fronte a future annate siccitose (come accaduto varie volte in questo primo quarto di secolo).

Romagna Acque sta insistendo in questa direzione, cercando soluzioni sostenibili per aumentare le fonti di prelievo e per incrementare la capacità di accumulo di acqua, lavorando al tempo stesso per ottimizzare la distribuzione delle reti, così da garantire in qualunque condizione e contesto la consegna di acqua al gestore del servizio idrico integrato (Hera S.p.A.).

Va aggiunto che la nuova tassonomia europea (Regolamento UE 2020/852) chiede ai soggetti gestori della risorsa di valutare, nel momento in cui si realizzano le infrastrutture, la dimensione economico-finanziaria (con analisi costi-benefici e con la stima dell’impatto del progetto sullo sviluppo economico locale); la dimensione ambientale (come l’opera contribuisce ai sei obiettivi ambientali dell’UE, mitigazione dei cambiamenti climatici, adattamento agli stessi, economia circolare, uso e gestione sostenibile delle risorse idriche, prevenzione e controllo dell’inquinamento, protezione e ripristino biodiversità ed ecosistemi, rispettando il principio DNSH – Do Not Significant Harm – e confermando i risultati mediante la stima e la simulazione di criteri idraulici finalizzati al miglioramento, anche potenziale, del buono stato ecologico del corpo idrico).

Per quanto riguarda la dimensione sociale, poi, l’impatto dell’opera viene valutato sul piano dell’accessibilità alla risorsa idrica, del risvolto occupazionale e della presenza di esternalità positive.

Sul fronte della governance si valuta la coerenza con gli obiettivi programmati, il coinvolgimento degli Stakeholder e dei soggetti terzi qualificati.

SECONDO I PARAMETRI DELLA TASSONOMIA EUROPEA, ROMAGNA ACQUE HA OTTENUTO VALUTAZIONI MOLTO POSITIVE, IL CHE CI RIEMPIE DI LEGITTIMO ORGOGLIO DA UN LATO E CI SPINGE, DALL’ALTRO, A LAVORARE SEMPRE MEGLIO IN QUESTA DIREZIONE.

Per la sua tradizione e per la sua policy, la nostra realtà aziendale è diventata inoltre nel tempo sempre più vicina ai propri Comuni soci e sempre più attenta alle comunità locali servite. Non è un caso che la risorsa idrica, così preziosa, sia sempre stata garantita con continuità, in termini sia di quantità adeguate sia di qualità elevata.

È questa la nostra mission ed è questo che continueremo a fare anche negli anni a venire, confrontandoci costantemente con il territorio ma anche con quanto accade quotidianamente al di fuori dei nostri confini.

Il Presidente,
Fabrizio Landi