UN APPROCCIO INTEGRATO ALLA LEGALITÀ

LA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE E DELLA TRASPARENZA

Romagna Acque adotta un approccio sistemico alla prevenzione della corruzione e alla promozione della trasparenza, fondato su strumenti normativi, organizzativi e culturali.

In linea con quanto previsto dalla Legge 190/2012 e dal D. Lgs. 231/2001, la Società ha sviluppato un sistema di prevenzione che integra misure programmatiche, procedure operative e percorsi formativi, con l’obiettivo di ridurre i rischi corruttivi e rafforzare una cultura aziendale orientata all’integrità.

Il cuore di questo sistema è rappresentato dal Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (PTPCT), adottato per la prima volta nel 2015 e aggiornato con cadenza annuale.

Il piano è parte integrante del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo e si configura come lo strumento attraverso cui la Società individua, valuta e gestisce le aree più esposte a rischio, garantendo tracciabilità, responsabilizzazione e vigilanza sull’operato aziendale.

Contenuti del PTPCT

Il PTPCT si articola in una serie di componenti essenziali, coerenti con le indicazioni del Piano Nazionale Anticorruzione (PNA):

  • analisi del contesto interno ed esterno, volta all’identificazione dei rischi potenziali;
  • mappatura delle aree a rischio, con definizione delle misure preventive più efficaci;
  • protocolli e procedure operative, per regolare le attività sensibili e prevenire comportamenti illeciti;
  • sistema autorizzativo e di delega, coerente con l’organigramma aziendale;
  • meccanismi di controllo di gestione, in grado di segnalare tempestivamente criticità;
  • principi etici e comportamentali, contenuti nel codice etico e nel codice di comportamento;
  • sistema disciplinare, che sanziona le violazioni delle regole e delle disposizioni interne;
  • azioni di comunicazione e formazione, volte a diffondere conoscenze e consapevolezza tra il personale.

Il PTPCT è predisposto dal Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT), figura unica prevista dalla normativa vigente, che assicura il coordinamento delle attività in materia di integrità e trasparenza.

Compiti del RPCT

I compiti del RPCT sono disciplinati da fonti normative e da linee guida ANAC e includono:

  • l’elaborazione e l’aggiornamento del PTPCT;
  • il controllo sul rispetto degli obblighi di pubblicazione e accesso civico;
  • la supervisione su selezione, formazione e gestione del personale in aree a rischio;
  • la verifica dell’efficacia delle misure adottate e la proposta di adeguamenti;
  • il monitoraggio sull’inconferibilità e incompatibilità degli incarichi;
  • la sorveglianza sulla gestione delle risorse umane e finanziarie.

In caso di episodi corruttivi, il RPCT è soggetto a responsabilità disciplinare, amministrativa e contabile, salvo dimostri di aver correttamente svolto il proprio ruolo di prevenzione e vigilanza.

Prevenzione, risultati, formazione

Nel corso del 2024 non sono emersi casi o segnalazioni riconducibili a episodi corruttivi, né sono stati adottati provvedimenti disciplinari per violazioni del codice di comportamento.

Il monitoraggio annuale del PTPCT ha permesso di predisporre la nuova versione del piano per il triennio 2025-2027, tenendo conto sia dell’evoluzione normativa sia delle dinamiche organizzative interne.

Un pilastro del sistema è rappresentato dalla formazione del personale, considerata leva fondamentale per la prevenzione. Romagna Acque assicura percorsi formativi sia generali che mirati, differenziati in base al profilo di rischio e al ruolo ricoperto.

  • La formazione generale è rivolta a tutto il personale, per diffondere i principi e gli strumenti della prevenzione.
  • La formazione specifica è destinata a figure con responsabilità decisionali e di controllo (RPCT, dirigenti, referenti interni, organi di vigilanza) ed è centrata su normativa anticorruzione, gestione dei conflitti di interesse, whistleblowing, codice etico e applicazione delle misure previste dal PTPCT.

L’efficacia del piano formativo viene verificata ogni anno tramite la relazione anticorruzione prevista dalla Legge 190/2012, che consente di individuare eventuali aree di miglioramento e rafforzare la tenuta del sistema nel tempo.

TRASPARENZA E ACCESSIBILITÀ ALLE INFORMAZIONI

Il D. Lgs. 97/2016 ha introdotto importanti novità in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza, con particolare riferimento agli enti di diritto privato controllati e partecipati.

Una delle principali innovazioni è stata l’introduzione dell’accesso generalizzato alle informazioni, che si affianca agli obblighi di pubblicazione già previsti dal D. Lgs. 33/2013.

Questo ha esteso l’ambito di applicazione non solo alle Pubbliche Amministrazioni, ma anche ad altri soggetti sia pubblici che privati.

La trasparenza è definita come l’accessibilità totale delle informazioni riguardanti l’organizzazione e l’attività della società, con l’obiettivo di promuovere forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’uso delle risorse pubbliche.

Nel rispetto delle normative sul segreto d’ufficio e industriale e sulla protezione dei dati personali, la trasparenza contribuisce ad attuare i principi democratici e costituzionali di eguaglianza, imparzialità, buon andamento, responsabilità, efficacia ed efficienza nell’utilizzo delle risorse pubbliche e nella fornitura di servizi pubblici.

Le disposizioni sulla trasparenza aiutano a definire il livello essenziale delle prestazioni erogate dalla Società, contribuendo anche alla prevenzione e al contrasto della corruzione e della cattiva amministrazione, come previsto dall’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione.

Il sito internet istituzionale: la sezione “Società Trasparente”

La sezione è strutturata secondo le disposizioni in materia contenute nella Delibera ANAC n. 1134/2017.

Per ogni informazione da rendere disponibile sul sito è stato individuato un referente per la messa a disposizione del dato ed è stato inoltre individuato il referente per la pubblicazione dei dati.

La procedura può essere così sintetizzata:

  • le informazioni relative agli adempimenti di trasparenza sono trasmesse dai vari responsabili aziendali al responsabile dell’Area Servizi con le modalità, i tempi e i termini previsti, per ogni adempimento, in specifiche schede di lavoro;
  • il responsabile dell’Area Servizi provvede tempestivamente alla pubblicazione sul sito istituzionale, anche tramite il supporto di personale interno alla propria area.

I dati, le informazioni e i documenti oggetto di pubblicazione rimangono pubblicati per un periodo di cinque anni, a partire dall’1 gennaio dell’anno successivo a quello da cui decorre l’obbligo di pubblicazione e comunque fino a che gli atti pubblicati producono i loro effetti (ad eccezione degli obblighi di pubblicazione concernenti i titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo e i titolari di incarichi dirigenziali, nonché́ degli obblighi di pubblicazione concernenti i titolari di incarichi di collaborazione o consulenza, i cui dati devono essere pubblicati entro tre mesi dall’elezione, dalla nomina o dal conferimento dell’incarico e per i tre anni successivi alla cessazione del mandato o dell’incarico dei soggetti).

Decorsi tali termini, i relativi dati e documenti sono accessibili ai sensi dell’articolo 5 del D. Lgs. 33/2013.

L’accesso civico

Ai sensi dell’art. 5 del D. Lgs. 33/2013, la Società ha assicurato e assicura l’esercizio del diritto all’accesso civico.
Tale articolo è stato novellato dal D. Lgs. 97/2016 e, con l’entrata in vigore del nuovo istituto, l’accesso civico è stato esteso a tutti i dati e documenti detenuti dalla Società, non solo a quelli oggetto di pubblicazione, come in precedenza.

Le eccezioni a detta regola si sostanziano in ipotesi tassative (art. 5 bis del D. Lgs. 33/2013), collegate al rispetto di interessi “giuridicamente rilevanti” sia pubblici (sicurezza pubblica e nazionale, difesa e questioni militari, relazioni internazionali, politica e stabilità finanziaria ed economica dello Stato, conduzione di indagini sui reati e il loro perseguimento, regolare svolgimento di attività ispettive) che privati (protezione dei dati personali, libertà e segretezza della corrispondenza, interessi economici e commerciali di una persona fisica o giuridica).

L’esercizio del diritto di accesso civico non è sottoposto ad alcuna limitazione quanto alla legittimazione soggettiva del richiedente e non richiede motivazione.

La privacy

Un aspetto di rilievo che, se pur indirettamente, incide sulle regole di accesso civico, generalizzato in particolare, è dettato dall’emissione del Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali” (GDPR – 2016/679), entrato pienamente in vigore il 25 maggio 2018, e della direttiva che regola i trattamenti di dati personali nei settori di prevenzione, contrasto e repressione dei crimini.

Più in generale, nell’ambito delle attività svolte, la Società può venire a conoscenza di dati personali, ovvero informazioni relative a persone fisiche identificate o identificabili, e quindi gestirli. Pertanto, in Romagna Acque sono state adottate precise regole procedurali, costantemente aggiornate; in particolare sono stati individuati i soggetti aziendali attivamente coinvolti nella gestione della privacy. Inoltre, alle persone fisiche a cui si riferiscono i dati personali vengono fornite le informazioni relative a ciascun trattamento.

I soggetti terzi che trattano dati personali per conto della Società sono tenuti a sottoscrivere appositi accordi di nomina al responsabile del trattamento, contenenti gli obblighi e le istruzioni che i soggetti terzi si impegnano a rispettare.

La protezione dei dati personali avviene anche attraverso la mappatura dei trattamenti e la valutazione dei rischi ad essi connessi e delle conseguenti misure preventive necessarie per evitare l’accesso non autorizzato, la perdita e la modifica non richiesta di dati personali.

La considerazione che gli atti potenzialmente oggetto di richiesta di pubblicazione o trasmissione possano contenere anche dati personali (sia di cittadini che di funzionari) induce infatti a effettuare valutazioni riguardanti proprio il confronto tra il diritto alla conoscenza del richiedente e il diritto alla protezione dei dati del/dei controinteressato/i, specialmente in occasione di un accesso civico generalizzato.