COMUNITÀ INTERESSATE: L’IMPEGNO PER IL TERRITORIO
ROMAGNA ACQUE È CONSAPEVOLE DELL’INFLUENZA CHE LA SUA ATTIVITÀ ESERCITA SULLO SVILUPPO ECONOMICO E SOCIALE E SULLA DIFFUSIONE E DISTRIBUZIONE DEL BENESSERE NELLE COMUNITÀ IN CUI OPERA.
Ha sempre cercato quindi di sostenere il miglioramento dei territori in cui sono dislocati gli impianti di derivazione, trattamento e stoccaggio delle risorse idriche, collaborando con le istituzioni e le associazioni locali, ridistribuendo così alle comunità in cui opera una parte del valore aggiunto.
CONTRIBUTI PER LA VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO E IL SOSTEGNO ALLE COMUNITÀ
Il Fondo Ristoro Fattori Ambientali
Il rapporto virtuoso di Romagna Acque con il territorio è nato e si è consolidato soprattutto nelle aree prossime alla diga di Ridracoli, a partire dall’istituzione del Fondo Ristoro Fattori Ambientali, nel 1988, volto a destinare una parte delle entrate della Società derivanti dalla vendita di acqua a interventi di valorizzazione e sviluppo sostenibile delle aree interessate (i comuni montani di Santa Sofia, Premilcuore e Bagno di Romagna).
Nello specifico, l’accantonamento fin dall’origine è stato finalizzato a:
- ripristino, bonifica, sistemazione ambientale e a verde in aree limitrofe alle opere di captazione e stoccaggio dell’acquedotto della Romagna;
- salvaguardia e rinaturazione dei corsi d’acqua interessati dai prelievi idrici per l’acquedotto;
- risanamento, ammodernamento e/o completamento degli afferenti ai sistemi acquedottistici, fognari e depurativi di interesse locale;
- tutela e miglioramento della viabilità, in particolare di quella interessata dal passaggio dei mezzi di servizio della Società stessa per l’attività manutentiva, ispettiva e di controllo degli impianti;
- adesione a iniziative e programmi di valorizzazione ambientale, crescita culturale ed equilibrato sviluppo economico e sociale, per evitare la marginalizzazione e lo spopolamento delle aree interessate e contribuire ad abbattere negli anni recenti il digital divide.
L’erogazione dei è disciplinata dalle disposizioni del regolamento approvato dal C.d.A. con Delibera n. 80 del 28 luglio 2016 e corrisponde al 4% dei ricavi di vendita dell’acqua proveniente dal fiume Bidente, calcolato su un’annata idrologica media.
Per l’anno 2024, i contributi ai comuni montani ammontano complessivamente a 863.754 euro, ripartiti tra:
- comune di Premilcuore, 70.381 euro;
- comune di Santa Sofia, 462.998 euro;
- comune di Bagno di Romagna, 330.375 euro.
Romagna Acque monitora periodicamente i risultati di questi interventi, assicurando trasparenza nei processi e allineamento alle esigenze delle comunità locali.
L’importanza di questo fondo è riconosciuta indirettamente dai numerosi provvedimenti del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e delle autorità competenti in materia tariffaria, che suggeriscono l’inserimento di una quota per i pagamenti ecosistemici all’interno della tariffa dell’acqua, sebbene tale indicazione non abbia ancora trovato una concreta applicazione nella prassi.
CON L’INTRODUZIONE DEI PAGAMENTI ECOSISTEMICI, LA QUANTIFICAZIONE TARIFFA DELL’ACQUA SI BASA SUL PRINCIPIO DEL “CHI INQUINA PAGA, MA ANCHE DEL CHI UTILIZZA PAGA”.
Si intende quindi l’applicazione di un’adeguata politica dei prezzi che tenga conto della copertura dei costi sia di fornitura della risorsa, sia di mantenimento dell’ambiente da cui è prelevata, c.d. costo ambientale.
In questo modo, si possono avere congiuntamente una maggiore sostenibilità ambientale, economica e sociale e un utilizzo più efficiente della risorsa, con contestuale riduzione della pressione sulla natura.
Con l’applicazione del “pagamento ecosistemico ante-litteram”, Romagna Acque ha anticipato le disposizioni normative attualmente in discussione per pervenire a una copertura dei costi di investimento e di esercizio secondo il principio del recupero dei costi e incentivare così la sostenibilità della propria attività.
La Società, inoltre, ha cercato modi e collaborazioni per valorizzare sempre di più il potenziale di turismo ambientale dell’area della diga di Ridracoli, divenuta nel tempo sempre più attrattiva e visitata da turisti di ogni generazione e provenienza, a cominciare dalle scuole.
Lo stesso tipo di rapporto con i territori di pertinenza si sta sviluppando, in anni recenti, anche nelle altre aree della Romagna dove sono presenti gli altri principali impianti di produzione, coinvolgendo le scuole in visite nelle strutture, promuovendo o aderendo a iniziative varie, pensando a una futura funzione didattica anche per poli come la diga del Conca e l’impianto di potabilizzazione della Standiana a Ravenna.
Altri contributi per promuovere il benessere collettivo
OLTRE AL FONDO RISTORI FATTORI AMBIENTALI, ROMAGNA ACQUE SOSTIENE ATTIVAMENTE IL TERRITORIO ANCHE ATTRAVERSO L’EROGAZIONE DI CONTRIBUTI AD HOC PER INIZIATIVE SOCIALI, CULTURALI E AMBIENTALI.
Le risorse sono assegnate secondo tre principali linee di intervento:
- erogazioni liberali, un sostegno concreto a favore di enti no-profit e organizzazioni impegnate nel sociale, in particolare nei settori della salute e della protezione civile. Tra gli interventi più rilevanti: il supporto alla ricerca sull’Alzheimer, i contributi allo IOR e l’acquisto di attrezzature come una cucina mobile per le emergenze, oltre a quello riconosciuto al Soccorso Alpino della Regione Emilia Romagna per le attività di monitoraggio della sicurezza di visitatori ed escursionisti e per il pronto intervento in caso di necessità;
- assegnazioni per eventi e manifestazioni, mirate a rafforzare il legame con il territorio, supportando eventi sportivi, culturali e tradizionali, dalle piccole sagre locali alle grandi iniziative che coinvolgono la cittadinanza;
- ArtBonus, iniziativa che consente il finanziamento di progetti culturali grazie a un regime di agevolazioni fiscali. Attraverso ArtBonus, Romagna Acque ha potuto sostenere festival, la promozione di opere artistiche e il restauro di strutture di valore storico e culturale, tra cui biblioteche e spazi espositivi.
RIDRACOLI E IL RECUPERO DELLE ANTICHE INFRASTRUTTURE
Dopo la costruzione della diga, l’impegno dell’allora Consorzio Acque sul fronte ambientale è stato quello di minimizzare l’impatto prodotto dall’opera sul territorio, mentre sul fronte dello sviluppo sociale, culturale ed economico da subito si è operato per perseguire vari obiettivi, a partire dal recupero delle antiche infrastrutture del borgo di Ridracoli, a valle della diga, che era destinato a un inarrestabile declino, dopo la quasi scomparsa per emigrazione della popolazione.
La Società ha ripristinato gli edifici più significativi e sviluppato un programma di recupero, con l’obiettivo di salvaguardare un’importante traccia della presenza umana nell’alta valle bidentina, destinandola a luogo deputato a un turismo amico della natura. Le strutture ricettive sorte impegnano i giovani del luogo in un’attività economica che propone, ed impone, la tutela del territorio e la manutenzione del patrimonio ambientale e infrastrutturale.
LA DIGA VIENE VISTA DALLA SOCIETÀ ANCHE COME UNA RISORSA PER VALORIZZARE L’AMBIENTE.
Il principio di base è quello di accogliere studenti, cittadini, gruppi sociali, turisti italiani e stranieri, a cui far conoscere il sistema diga e il territorio circostante nelle sue varie e qualificate valenze, con l’ausilio di un valido servizio di guide.
È stata inoltre aperta alla pesca sportiva una parte delle sponde del lago, attività subordinata allo studio sulle condizioni ittiogeniche dell’invaso e controllata attraverso un servizio di vigilanza “a vista” delle aree di pesca.
Infine, in presenza di condizioni meteorologiche favorevoli, è possibile visitare il lago per mezzo di un natante elettrico.
L’IMPORTANZA DI IDRO – ECOMUSEO DELLE ACQUE DI RIDRACOLI
Nello statuto di Romagna Acque è previsto che la Società “possa concorrere, nelle forme ritenute più opportune, a programmi e iniziative di valorizzazione ambientale, crescita culturale ed equilibrato sviluppo economico e sociale”. In tale contesto, a fianco dell’antico borgo di Ridracoli, da luglio 2004 la Società ha realizzato “Idro – Ecomuseo delle acque di Ridracoli”, che è stato poi ristrutturato e riaperto con un allestimento rivisitato e rinnovato nel marzo 2018.
IL PROGETTO COMPLESSIVO DI IDRO RUOTA ATTORNO AL CONCETTO DI “MUSEO DIFFUSO SUL TERRITORIO”.
Composto da vari spazi tematici e in grado di soddisfare la curiosità e suscitare l’interesse di un numero crescente di visitatori, l’ecomuseo è articolato in varie strutture e crea un sistema aperto, continuamente implementabile, con spazi dedicati a proposte culturali innovative e ad esperienze non riproducibili altrove. Consente inoltre un’ottima organizzazione logistica legata ai servizi e una più efficace cura del territorio, dal momento che ne migliora la conoscenza e permette l’approfondimento delle problematiche ivi affrontate. Grazie al rinnovato allestimento, più immersivo e coinvolgente, i visitatori sono ancora più protagonisti.
PARTECIPAZIONE, CONDIVISIONE, ACCESSIBILITÀ TOTALE MA ANCHE DIVERTIMENTO: QUESTE LE PAROLE CHIAVE DELLA FILOSOFIA ALLA BASE DI IDRO, DOVE LA SEMPLICE FRUIZIONE LASCIA IL POSTO A UN’ESPERIENZA EMOZIONALE.
La sostenibilità, i cambiamenti climatici, i servizi ecosistemici, il rapporto uomo-natura sono solo alcuni degli elementi tematici affrontati, pur mantenendo la centralità del tema della risorsa idrica a cui il sistema è naturalmente vocato.
Fin dalla sua nascita, Idro rappresenta una struttura importantissima per Romagna Acque, sotto vari punti di vista. È polo d’eccellenza in una logica di didattica, soprattutto rivolta alle giovani generazioni, che ha come obiettivo l’opportuna informazione sull’unicità della risorsa idrica e sul suo corretto utilizzo: informazione che nel rinnovato allestimento si arricchisce di particolari che vanno di pari passo con la crescita della Società in termini di infrastrutture, come il recente potabilizzatore della Standiana a Ravenna, e di reti.
Idro è anche importante in termini di richiamo turistico: Ridracoli è ormai da anni un polo di attrazione per tutto l’Appennino forlivese, con ricadute assai positive per l’intero territorio. E Romagna Acque ha a cuore da sempre, fin dalla sua nascita negli anni Sessanta, le sorti dei territori in cui opera, principalmente di quelli in cui sorge la diga di Ridracoli, che dopo più di mezzo secolo rimane il suo “serbatoio” più importante e in qualche modo il suo simbolo.
IN 20 ANNI DI ATTIVITÀ IDRO HA VISTO PASSARE OLTRE 900.000 VISITATORI TRA STUDENTI, FAMIGLIE, ADULTI E BAMBINI, CITTADINI E TURISTI, ITALIANI E STRANIERI. SOLO NEL 2024, SONO STATI PIÙ DI 41.000.
Un successo di cui non parlano solo i numeri, ma anche le testimonianze lasciate negli anni dai visitatori che hanno trovato nel museo la celebrazione e la sintesi del contesto geografico, imponente e di estrema bellezza, in cui il museo stesso si trova inserito.
IL CENTRO OPERATIVO DI CAPACCIO COME POLO CULTURALE
Molto importante, per i risvolti previsti nei rapporti con il mondo della cultura e della ricerca, è il centro didattico, con annessa foresteria, che si trova in località Capaccio di Santa Sofia. La struttura, identificata quale centro operativo della Società, immersa nel verde e dotata di strumenti tecnologicamente avanzati, ha già ospitato stage universitari e convegni di livello nazionale e internazionale a cui hanno preso parte personalità di rilievo nell’ambito culturale e della tecnica idraulica, geologica e ambientale.
IL PROTOCOLLO D’INTESA CON IL PARCO DELLE FORESTE CASENTINESI PER INCENTIVARE ATTIVITÀ TURISTICO-AMBIENTALI
A maggio 2014, la Società ha firmato un protocollo d’intesa con il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna per la promozione di politiche di sviluppo di attività turistico-ambientali. In passato i due enti avevano siglato un analogo protocollo di intenti, che ha permesso di verificare i benefici di una pianificazione e programmazione condivisa di interventi nel campo turistico, educativo e ambientale. Con il rinnovato protocollo, le parti si impegnano, nei limiti dei rispettivi ruoli, a far convergere le reciproche azioni verso obiettivi condivisi di sviluppo di attività turistico-ambientali.
Sono state identificate diverse possibili tipologie di intervento.
- Azioni congiunte di tutela del parco, delle biodiversità e delle connesse reti e infrastrutture turistiche.
- Sviluppo della ricerca scientifica in vari ambiti operativi, quali:
- le metodologie di intervento per contenere il trasporto di sostanze solide ai fini di tenere sotto controllo l’interramento dell’invaso;
- le capacità di trattenuta di CO2 da parte delle diverse tipologie di bosco presenti nel bacino di raccolta dell’invaso;
- la tutela delle acque interne ad aree protette.
- Iniziative di promozione turistica del territorio attraverso azioni di collaborazione con altri soggetti del settore, al fine di sviluppare attività sinergiche di formazione, ricerca e didattica.
LE COLLABORAZIONI VIRTUOSE CON GLI ENTI PER LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DEL TERRITORIO
ROMAGNA ACQUE OPERA SECONDO UNA LINEA D’AZIONE MIRATA AL CONTINUO MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DELLA VITA.
Nell’aprile 2024 la Società ha rinnovato con la Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco un protocollo d’intesa di durata quinquennale, basato sul controllo del territorio, su una serie di modalità operative e sul reciproco scambio di buone pratiche per il miglioramento della sicurezza in generale e in ambienti confinati e particolarmente complessi.
Romagna Acque gestisce infatti centinaia di siti in tutta l’area della Romagna e ha fra i suoi obiettivi l’attivazione di efficaci misure di prevenzione, anche degli incendi, e di contenimento delle conseguenze dannose per i lavoratori, l’ambiente e la salute.
Sia Romagna Acque che la Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco sono interessate a migliorare le procedure operative che possono garantire un migliore e più efficace soccorso all’utenza e una maggior sicurezza dei propri operatori, nonché a sviluppare gli standard di sicurezza per interventi in ambienti complessi.
Ecco allora lo scopo dell’accordo, volto a creare una stretta collaborazione fra i due soggetti nell’ambito territoriale su cui insiste l’attività di Romagna Acque, attraverso esercitazioni di emergenza svolte dai Vigili del Fuoco presso gli impianti di Romagna Acque, tramite apposite procedure di gestione e coordinamento delle emergenze, grazie a momenti di incontro seminariale per la verifica delle attività svolte e allo scambio reciproco di informazioni mirate ad affinare e rendere più efficaci ed efficienti le severe procedure di emergenza.
Nel 2024, a conferma dell’impegno per la sicurezza e la tutela del territorio, Romagna Acque ha donato al Reparto Biodiversità dei una terna operativa, essenziale per la manutenzione delle strade, la gestione dei boschi e il controllo idraulico del territorio. Tale strumento sarà particolarmente utile anche in caso di emergenze o calamità naturali, garantendo interventi tempestivi soprattutto nelle aree montane. La consegna ufficiale avverrà alla Diga di Ridracoli, luogo simbolo della gestione sostenibile dell’acqua e della cura del territorio.
L’attività relativa alla fibra ottica, al pari di altre, non fa parte del core business primario della Società ma si è sviluppata via via nel corso degli anni diventando, fra le altre cose, un importantissimo supporto per lo sviluppo di diverse aree in cui opera Romagna Acque.
La Società si è da tempo resa consapevole della grande potenzialità contenuta nelle proprie infrastrutture, compresa la rete in fibra ottica utilizzata per il telecontrollo e telecomando dell’acquedotto della Romagna e degli impianti annessi.
Con l’intento di dare la massima valorizzazione a questa risorsa, in piena sinergia con gli enti locali soci, la Regione Emilia-Romagna e le altre realtà di public utilities del territorio, sono stati individuati due grandi obiettivi:
contribuire alla costruzione della rete telematica avanzata delle Pubbliche Amministrazioni romagnole, fungendo da dorsale geografica ad alta copertura territoriale;
rendere disponibili diffusamente nel territorio i vantaggi derivanti dalla presenza di infrastrutture per telecomunicazioni in banda larga, con le relative ricadute in termini di servizi ai cittadini, alle realtà produttive e agli operatori turistici.
Con tali intenti, fin dal 1997, Romagna Acque ha coordinato il gruppo di lavoro tecnico degli enti e delle società romagnole che ha studiato e messo a punto le prime ipotesi operative; attività che ha trovato poi piena attuabilità grazie all’intervento della Regione con la realizzazione della rete regionale Lepida. In Romagna la rete regionale si basa sulle dorsali ottiche realizzate da Romagna Acque.
Tale rete si caratterizza fortemente per:
- l’integrazione con pari dignità dei territori “svantaggiati” (vallate, zone periferiche), che, risultando poco appetibili da parte degli operatori privati, rischiano di rimanere emarginati dai processi in corso legati all’e-government;
- l’altissima potenzialità del mezzo trasmissivo, con capacità di banda pressoché illimitata, sicuramente capiente anche per le esigenze evolutive del lungo periodo;
- la disponibilità di una rete che consente agli enti soci un fortissimo abbattimento dei costi di esercizio per le telecomunicazioni;
- l’attuazione di un progetto che non si sovrappone a eventuali iniziative di operatori privati, ma ne integra il processo, ritagliando opportuni vantaggi alle Pubbliche Amministrazioni.
AL 2024 LA RETE IN FIBRA OTTICA È LUNGA 379 KM.
Nel corso dell’anno sono stati formalizzati i rinnovi di vari accordi con soggetti locali e nazionali che operano nel mercato delle telecomunicazioni; tali accordi riguardano sia l’ambito di utilizzo delle fibre ottiche sia i collegamenti senza fili ospitati presso i siti della Società e dedicati alla diffusione della banda larga a cittadini e imprese con inclusione delle aree svantaggiate, quali vallate montane e piccoli centri.
LE CASE DELL’ACQUA – LA BOCIA
ROMAGNA ACQUE PROMUOVE L’ACQUA DI RETE COME BENE PRIMARIO E PUBBLICO, CON L’OBIETTIVO DI RIDURRE L’IMPATTO AMBIENTALE LEGATO ALLA PRODUZIONE, AL TRASPORTO E ALLO SMALTIMENTO DELLE BOTTIGLIE IN PET.
In quest’ottica, ha da diversi anni il progetto “Case dell’Acqua”, punti di distribuzione self-service di acqua filtrata liscia e gassata, a temperatura ambiente o refrigerata.
Dal 2018, oltre alle tradizionali “Case dell’Acqua” è stata avviata la realizzazione di un nuovo modello di sorgente urbana pubblica, denominata “La Bocia” (“bottiglia” in dialetto romagnolo), che rappresenta un ritorno all’antica fontana ma con tecnologia, funzioni e monitoraggi all’avanguardia. Il tutto unito ad un design innovativo per generare spazi pubblici di qualità attorno a una risorsa di immenso valore come l’acqua.
L’investimento per implementare queste attività, riconosciute da ATERSIR tra le “Altre attività idriche”, è stato inserito nel Piano Operativo degli Investimenti (POI) 2024–2029, mentre gli oneri di gestione restano a carico della Società.
Su richiesta di diversi Comuni soci, interessati a trasferire a Romagna Acque la gestione delle Case dell’Acqua esistenti, verranno aggiornati i criteri progettuali e verrà definito un nuovo modello di gestione degli impianti economicamente sostenibile.
Il piano 2024–2029 prevede sia la realizzazione di nuove strutture che l’eventuale riqualificazione di quelle già presenti, per un investimento complessivo di 150.000 euro da completare entro il 2029.