Prelievi e consumi idricieditor2025-10-02T17:57:30+02:00
Prelievi e consumi idrici
Nel corso degli ultimi anni il regime di piovosità sta subendo notevoli variazioni nel suo andamento a causa dell’andamento climatico; per questo è necessaria una rivalutazione delle strategie di gestione della risorsa idrica.
Dal grafico dell’andamento dei volumi di invaso presso la diga di Ridracoli emerge chiaramente una variazione nella distribuzione degli apporti nel corso dell’anno: se in passato si potevano registrare due periodi di massima regolazione, in primavera e in autunno, oggi si osserva una netta traslazione degli apporti verso un unico periodo invernale-primaverile.
A questo si aggiungono altri fattori climatici, come l’innalzamento delletemperature medie, e un fabbisogno di risorsa idrica in costante aumento, dovuto a una maggiore presenza turistica su tutto il territorio servito. A tutto ciò si sommano poi naturali limiti di accumulo di risorsa idrica che caratterizzano l’attuale schema impiantistico dell’acquedotto della Romagna.
Dopo le situazioni siccitose del 2017, l’andamento idrologico del 2018, con gli apporti registrati alla diga di Ridracoli nei primi sei mesi, ha permesso un maggiore utilizzo della risorsa dallo stesso invaso e una conseguente riduzione della produzione sia da falda che dagli impianti ravennati Bassette e Standiana.
Nella fase finale del 2018, inoltre, si è cercato di salvaguardare il volume invasato per attenuare possibili criticità nell’approvvigionamento idrico nel corso dei mesi successivi.
Una scelta lungimirante, visto che le piogge nel 2019 sono arrivate solo a primavera avanzata, quando la riserva idrica della diga cominciava ad essere abbastanza scarsa e a far preoccupare per l’estate imminente. Fortunatamente, in poche settimane l’invaso si è poi riempito, regalando lo spettacolo dello sfioro per tutto il mese di maggio, e, unitamente agli impianti ravennati, ha garantito la fornitura per tutto il periodo estivo e di inizio autunno fino alla ripresa delle precipitazioni che ha consentito una nuova tracimazionealla fine dell’anno.
L’andamento idrologico del 2020, grazie ai costanti apporti primaverili che hanno mantenuto un livello di invaso nella diga di Ridracoli pressoché massimo, si è dimostrato favorevole e molto simile a quello del 2018. In autunno/inverno, a differenza dell’anno 2018, gli apporti sono stati rapidi e abbondanti al punto da consentire una nuova tracimazione nei primi mesi del 2021.
Dopo una lieve diminuzione, solo nella seconda metà di aprile del 2021 si è assistito a una ripresa degli apporti, perdurata fino alla fine del mese di maggio e anche in quest’annata si è verificato un maggiore utilizzo della risorsa idrica proveniente da Ridracoli nei mesi estivi.
Gli apporti sono poi ripresi alla fine di novembre e a metà del mese di maggio 2022 sono risultati sufficienti per il raggiungimento del massimo volume di invaso.
Durante tutto il periodo estivo 2022 è stata utilizzata prevalentemente risorsa idrica di Ridracoli, affiancata poi in autunno da risorsa di superficie e di falda, a causa dello slittamento della ripresa delle piogge all’inizio dell’inverno.
La ripresa degli apporti di fine 2022 si è protratta anche nei primi mesi del 2023 dove si è verificato il raggiungimento del massimo livello di invaso per quasi tutta la stagione primaverile. Durante la stagione estiva si sono poi verificati i maggiori consumi sino ad arrivare al periodo autunnale in cui sono ripresi gli apporti.
Nel 2024, gli apporti invernali e primaverili hanno portato l’invaso alla tracimazione nel mese di marzo. Nei mesi estivi, i volumi accumulati sono stati progressivamente utilizzati, fino a un minimo di poco meno di 17 milioni di m³ registrato a ottobre. Da lì, la risalita delle scorte ha superato nuovamente i 30 milioni di m³ entro dicembre. I prelievi totali annui si sono mantenuti attorno ai 57 milioni di m³, con valori mensili compresi tra 4 e 5,6 milioni di m³.
LA FORNITURA DA RIDRACOLI HA COPERTO IL 51% DEL FABBISOGNO TOTALE NEL 2024.
Fonte di provenienza dell’acqua distribuita
NELL’ANNO 2024 IL PRELIEVO DA FALDA SI È RIDOTTO DI DUE PUNTI PERCENTUALI RISPETTO ALL’ANNO PRECEDENTE.
* L’andamento idrologico degli anni 2011 e 2012, così come nel 2017, è stato particolarmente siccitoso ed è possibile notare che il prelievo da superficie, generalmente attorno al 20% – ad esclusione dell’anno 2012, in cui per la forte crisi idrica la Regione Emilia-Romagna concesse deroghe al prelievo dal Bidente – nel 2017 è incrementato grazie alla presenza del nuovo potabilizzatore della Standiana, senza però dover ricorrere a prelievi in deroga al deflusso minimo vitale stabilito dagli enti regolatori. In questo modo, negli anni medi si è potuto contenere maggiormente il prelievo da falda.
**Nel 2022 gli apporti alla diga di Ridracoli hanno determinato una flessione della relativa produzione con la necessità di maggior utilizzo di risorsa da falda e risorsa da superficie (origine Po). Si evidenzia che in tale anno vi è stata una carenza importante di risorsa di superficie nel periodo estivo, che ha determinato la proclamazione di una prima emergenza idrica a livello regionale e successivamente a livello nazionale con deroghe sui prelievi e al deflusso minimo vitale.