La mappatura dei siti ubicati in aree protette o ad elevata biodiversità
Oltre il 50% dell’acqua distribuita da Romagna Acque proviene da fonti ubicate in aree protette.
La qualità dell’acqua fornita ai cittadini è strettamente legata alla qualità ambientale dei territori di prelievo: caratteristiche chimico-fisiche ottimali della risorsa idrica dipendono dalla buona salute degli ecosistemi da cui essa proviene.
BERE ACQUA CHE PROVIENE DA ZONE PROTETTE O A ELEVATA BIODIVERSITÀ È QUINDI UNA RICCHEZZA E UNA FONTE DI GARANZIA SIA PER IL CITTADINO SIA PER LA SOCIETÀ STESSA, CHE DA SEMPRE SI IMPEGNA PER MANTENERE INALTERATE LE AREE INTERESSATE.
Già dal 2012, Romagna Acque ha avviato un’attività sistematica di mappatura degli impianti ricadenti in aree protette e in siti della Rete Natura 2000, definendo una specifica procedura operativa per regolamentare le attività all’interno di questi territori. Si tratta di linee guida di condotta che riflettono un approccio responsabile e preventivo, supportato da risorse economiche dedicate al mantenimento della qualità ambientale.
Questa attenzione si è tradotta, negli anni, in “costi ambientali” sostenuti volontariamente ante litteram, anticipando il dibattito normativo e tariffario che solo più di recente si è avvicinato a queste tematiche, attraverso l’individuazione di idonei strumenti per il riconoscimento del valore e dell’importanza dei servizi resi dagli ecosistemi naturali (c.d. “pagamenti ecosistemici”).
NEL CORSO DELL’ANNO, IN NESSUNO DEI SITI OPERATIVI SONO STATI RILEVATI IMPATTI SIGNIFICATIVI SULLA BIODIVERSITÀ.
Per questo, non è stato necessario attuare azioni e strategie in merito. L’attività di potabilizzazione, infatti, intesa come captazione e trattamento della risorsa idrica, non genera impatti negativi significativi sugli ecosistemi nel territorio romagnolo.
La Società privilegia le fonti di superficie al fine di preservare le falde acquifere e, per la salvaguardia dell’habitat, in tutti i territori coinvolti dal prelievo di acqua di superficie presta particolare attenzione al rispetto del deflusso minimo vitale di acqua nei corsi dai quali viene prelevata la risorsa, rilasciando talvolta anche quantitativi superiori rispetto a quelli imposti dalle normative di concessione.