La tassonomia europea per la finanza sostenibile
In linea con l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, l’Unione Europea, attraverso l’adozione del Green Deal, si è posta l’ambizioso l’obiettivo di diventare il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050, affidando la transizione del sistema economico al settore finanziario.
INFORMAZIONI AI SENSI DELL’ART. 8 DEL REGOLAMENTO 2020/852
Per raggiungere questo traguardo, nel 2018 la Commissione Europea ha pubblicato il piano d’azione per la finanza sostenibile che delinea una serie di misure volte a indirizzare i capitali verso investimenti sostenibili, a gestire i rischi finanziari associati ai cambiamenti climatici e a promuovere la trasparenza delle attività economico-finanziarie.
In questo contesto, il 18 giugno 2020 l’UE ha adottato il Regolamento UE 2020/852 che disciplina la tassonomia europea, un sistema di classificazione unico a livello internazionale per identificare le attività economiche sostenibili.
Questo strumento vuole contribuire a ridurre i rischi di greenwashing, fornire maggiore certezza agli investitori, supportare le imprese nel percorso di transizione ecologica e indirizzare gli investimenti verso i settori dove sono più necessari.
Il Regolamento stabilisce i criteri tecnici per determinare se un’attività economica possa essere considerata sostenibile, e quindi allineata alla tassonomia, valutando il contributo a sei obiettivi ambientali.
- Mitigazione dei cambiamenti climatici (CCM)
- Adattamento ai cambiamenti climatici (CCA)
- Uso sostenibile e protezione delle risorse idriche e marine (WTR)
- Transizione verso un’economia circolare (CE)
- Prevenzione e controllo dell’inquinamento (PPC)
- Protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi (BIO)
AD OGGI, LA TASSONOMIA ELENCA 156 ATTIVITÀ ECONOMICHE PER 9 SETTORI PRINCIPALI, SELEZIONATE PRIORITIZZANDO QUELLE DOTATE DEL MAGGIORE POTENZIALE DI IMPATTO POSITIVO E PER LE QUALI È STATO POSSIBILE SVILUPPARE CRITERI TECNICI CHIARI E MISURABILI.
Come previsto dal regolamento, la Commissione Europea è chiamata ad adottare gradualmente una serie di atti delegati che integrano e sviluppano ulteriormente il quadro normativo.
- Climate Delegated Act (2021/2139): integra il Regolamento UE 2020/852 definendo i criteri tecnici che consentono di determinare a quali condizioni un’attività economica contribuisce in modo sostanziale alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici.
- Disclosure Delegated Act (2021/2178): specifica la metodologia, il contenuto e le informazioni che le imprese non finanziarie e finanziarie devono divulgare riguardo alla quota delle loro attività economiche e di investimento ammissibili e allineate alla tassonomia.
- Complementary Climate Delegated Act (2022/1214): modifica il Climate Delegated Act per quanto riguarda le attività economiche in alcuni settori energetici e il Disclosure Delegated Act 2021/2178 per quanto riguarda la comunicazione al pubblico di informazioni specifiche relative a tali attività economiche.
- Delegated Regulation (2023/2485): modifica il Climate Delegated Act definendo ulteriori criteri di vaglio tecnico e attività supplementari che consentono di determinare a quali condizioni si possa considerare che talune attività economiche contribuiscono in modo sostanziale alla mitigazione dei cambiamenti climatici o all’adattamento ai cambiamenti climatici.
- Environmental Delegated Act (2023/2486): integra il Regolamento UE 2020/852 fissando i criteri di vaglio tecnico che consentono di determinare a quali condizioni si possa considerare che un’attività economica contribuisce in modo sostanziale all’uso sostenibile e alla protezione delle acque e delle risorse marine, alla transizione verso un’economia circolare, alla prevenzione e alla riduzione dell’inquinamento o alla protezione e al ripristino della biodiversità e degli ecosistemi e modifica il Disclosure Delegated Act UE 2021/2178 per quanto riguarda la comunicazione al pubblico di informazioni specifiche relative a tali attività economiche.
Per l’anno di rendicontazione, il Disclosure Delegated Act UE 2021/2178 richiede alle imprese non finanziarie di calcolare la quota percentuale di fatturato, spese in conto capitale (CapEx) e spese operative (OpEx) riconducibili alle attività economiche che contribuiscono agli obiettivi individuati dalla tassonomia.
L’APPLICAZIONE DEL REGOLAMENTO UE 2020/852 E DELLA TASSONOMIA EUROPEA ALLE ATTIVITÀ DI ROMAGNA ACQUE
Romagna Acque ha deciso volontariamente di applicare il Regolamento UE 2020/852 alle proprie attività, attraverso un progetto pilota sui dati relativi all’anno fiscale 2023 (FY2023), per poi aggiornare l’esercizio sul FY2024.
Sono state individuate 2 attività ammissibili per i settori del Regolamento, “Fornitura di acqua, reti fognarie, trattamento dei rifiuti e decontaminazione” ed “Energia”.
- 1 CCM: costruzione, espansione e gestione di sistemi di raccolta, trattamento e fornitura di acqua;
- 5 CCM: produzione di energia elettrica a partire dall’energia idroelettrica.
A seguito dell’individuazione delle attività ammissibili, sono stati coinvolti simultaneamente i referenti delle strutture tecniche, per verificare di rispettare i criteri tecnici per il contributo sostanziale e di non arrecare un danno significativo (DNSH – Do Not Significant Harm), e i referenti delle strutture amministrative, per l’estrazione dei KPI economici richiesti dalla normativa.
LE MISURE MINIME DI SALVAGUARDIA SOCIALE
Per completare l’allineamento delle attività ammissibili individuate, Romagna Acque ha verificato la conformità alle misure minime di salvaguardia sociale richieste dal Regolamento.
Tali garanzie consistono in procedure attuate da un’impresa secondo le linee guida OCSE destinate alle imprese multinazionali, i principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, inclusi i principi e i diritti stabiliti dalle otto convenzioni fondamentali individuate nella dichiarazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro e dalla Carta internazionale dei diritti dell’uomo.
A tal fine, la Società adotta un solido sistema di governance aziendale, strutturato attorno al Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo integrato con il Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza, per garantire il rispetto della legalità e dell’etica nei processi aziendali. Elementi cardine di questo impianto sono il codice etico e il codice di comportamento, che definiscono principi e regole di condotta per tutti i soggetti coinvolti.
Inoltre, la Società opera nel mercato regolamentato dei servizi idrici, assoggettato alle regole e ai controlli dell’Autorità nazionale (ARERA) e dell’Ente d’Ambito locale (ATERSIR) che definiscono standard di efficienza e produttività.
I KPI ECONOMICO-FINANZIARI
Romagna Acque ha calcolato i KPI economico-finanziari richiesti dalla tassonomia, definendo le quote di fatturato, le spese in conto capitale (CapEx) e i costi operativi (OpEx) riconducibili alle proprie attività ammissibili e allineate al Regolamento, in linea con le indicazioni del Disclosure Delegated Act. In appendice al documento è disponibile la tavola di dettaglio delle quote di fatturato allineate alla tassonomia.
Nel 2024, dei 55 mln di euro di ricavi della Società, il 100% è risultato allineato alla tassonomia.
Dei 18 mln di euro di spese in conto capitale, il 79% è risultato allineato; dei 32 mln di euro di spese operative, l’84% è risultato allineato.
Le quote di fatturato, CapEx e OpEx non ammissibili sono riconducibili a tutte le attività non considerabili ai fini del Regolamento (ad es. contributi in conto esercizio, rimborsi assicurativi, proventi da attività turistica e altri ricavi).