LETTERA AGLI STAKEHOLDERS

Il Presidente
Tonino Bernabè

il Bilancio di Sostenibilità di Romagna Acque - Società delle Fonti S.p.A., giunto alla quindicesima edizione, si conferma uno strumento fondamentale di comunicazione fra la Società e i suoi Stakeholder, grazie a cui rendicontare, anno dopo anno, in maniera trasparente, chiara e tempestiva, l’esito delle iniziative e degli impegni assunti e fornire una prospettiva futura attraverso i propri programmi di attività. Recenti interventi normativi ne hanno fatto uno strumento chiave per le società quotate, quale report integrato delle tre dimensioni fondamentali: ambientale, sociale ed economica. Pur non essendo una società quotata, riteniamo da tempo che per una realtà articolata come Romagna Acque, dai molteplici interessi e obiettivi, la sola dimensione economica non sia più una rappresentazione attendibile e soddisfacente ma che si debba delineare in modo più appropriato la creazione di valore generato e che sia questo il vero orizzonte di sviluppo delle iniziative.

 

 

 

 


IN QUESTO SENSO, LA PRESENTE
EDIZIONE DEL BILANCIO
RACCOGLIE
LE
ESPERIENZE E INTRODUCE ALCUNI
ELEMENTI DI NOVITÀ COME STRUMENTI
UTILI NON SOLO ALLA COMPRENSIONE
DEI CAMBIAMENTI
IN ATTO MA ANCHE
A FORNIRE ORIENTAMENTI STRATEGICI
PER AFFRONTARLI.


 

In particolare, il capitolo "Identità e Governo della Sostenibilità" raccoglie al suo interno numerosi strumenti che consentono di individuare e approfondire mission, valori, principi, obiettivi, Stakeholder, aspetti e temi materiali, e di valutarne l’implementazione attraverso opportuni strumenti di misurazione.


Sotto questo profilo, la possibilità di orientarsi verso la costruzione di un Bilancio che non privilegi nessuna dimensione ma che enfatizzi contributi e scelte in una modalità coordinata, in grado di rappresentare meglio la complessità e l’articolazione delle tematiche, è un’opportunità da cogliere, un orientamento recente ma molto potente e interessante.

Direttore Generale
e Consigliere Delegato

Andrea Gambi

 

Un documento completo che assume un ruolo strategico, uno strumento che integra il Bilancio di Sostenibilità con quello di Esercizio, avendo come obiettivo un ulteriore allineamento fra le informazioni finanziarie e quelle non finanziarie. Per questa Società, il Bilancio Integrato potrà, così, rappresentare un ulteriore passo avanti in termini di chiarezza, trasparenza informativa e comunicativa. Con ogni probabilità, quindi, quello che state leggendo, come già avvenuto in passato, si caratterizzerà per un progressivo arricchimento di temi, sintesi delle tre dimensioni, che porterà nuovi obiettivi strategici sorretti da una migliore analisi integrata.

I recenti eventi meteorologici, che hanno nuovamente colpito i nostri territori e che si presentano con frequenze sempre maggiori, ma anche le molte iniziative volte a promuovere la tutela dell’ambiente e della vita, le richieste pressanti delle giovani generazioni, che chiedono un adeguato impegno in difesa del pianeta, come ci ha insegnato Greta Thunberg, rendono la sostenibilità un tema centrale nell’attività quotidiana di Romagna Acque, che permea l’intero nostro operato: tale attenzione è da sempre nel Dna della nostra azienda ed ha avuto origine in tempi ormai lontani, segnati dall’avvio della realizzazione del progetto relativo all’Acquedotto della Romagna, simboleggiato dalla Diga di Ridracoli.

Una sensibilità e un'attenzione fondamentali per lo sviluppo del territorio romagnolo negli ultimi decenni che, insieme all’elevata mole di investimenti infrastrutturali, a cui si sono aggiunti di volta in volta altri investimenti, per impianti o condotte, hanno ampliato progressivamente le fonti di approvvigionamento, migliorando significativamente la sicurezza e l’affidabilità idropotabile di residenti e turisti.

Le crescenti difficoltà di approvvigionamento - dovute all’antropizzazione, alla crescita del turismo, ma recentemente anche alle modificazioni delle dinamiche climatiche con manifestazioni sempre più incerte ed acute - sono state superate grazie alla strategia messa in atto con gli anni, che, oltre ai citati investimenti infrastrutturali, ha saputo costruire relazioni che hanno consentito una progressiva interconnessione fra le fonti idropotabili e con le strutture della bonifica: nel corso del 2018 si è data una definitiva risoluzione alla complessa rete di approvvigionamento della zona ravennate, con la necessaria predisposizione delle condizioni utili al definitivo rilascio delle concessioni di derivazione da Po.

Tutto ciò dimostra la continua necessità di guardare sempre avanti, nel tentativo di agire mediante adeguati supporti previsionali "per tempo".

 


OCCORRONO COSTANTI STIMOLI

E ISPIRAZIONI PER AFFRONTARE

CON COERENZA, DETERMINAZIONE,

LUCIDITÀ E INTEGRAZIONE

TERROTORIALE LE SFIDE

CHE SI PALESANO ALL'ORIZZONTE


 

Sfide legate innanzitutto alla necessità di garantire la risorsa idropotabile sempre più minacciata da cambiamenti climatici significativi nel loro futuro evolversi, oltre che evidenti nelle manifestazioni. Il cambiamento climatico sfida la nostra capacità di generare scorte di acqua sufficienti per tutti, a prescindere dalle condizioni meteoclimatiche sempre più estreme, che vedono l’alternarsi di stagioni siccitose e asciutte con eventi alluvionali improvvisi (i cosiddetti flash floods). I fenomeni estremi sono la conseguenza di variazioni di temperature del pianeta di entità via via maggiore che modificano i bilanci energetici degli eventi naturali ed accelerano i processi evapotraspirativi, con l’effetto di manifestazioni meteorologiche brevi che possono danneggiare con sempre maggior frequenza ed estensione le infrastrutture e le attività umane, mettendo a serio rischio anche le condizioni di vita.

All’interno di questo preoccupante contesto complessivo, è assolutamente necessario definire un generale piano di adattamento e di mitigazione, che offra prospettive e obiettivi chiari e condivisi sul piano nazionale e regionale.

Stimoli che questa Società cerca di fornire fin dal 2013; un impegno che nel corso del 2018 si è concretizzato con precise proposte orientate a garantire per i prossimi trent’anni il necessario approvvigionamento idrico, sia in quantità che in qualità.

Si tratta di temi importanti e urgenti, che non si riescono a discutere con serenità, quasi l’intento non fosse cercare soluzioni ma operare per difendere posizioni sterili e spesso ancorate a logiche superate.

A questo si aggiungono anche alcune iniziative politiche nazionali, che hanno avviato un confronto, con un dibattito non sempre efficace e utile, non ancora concluso sulle proposte legislative che potrebbero essere destinate a modificare il contesto regolatorio della risorsa idropotabile. Prima fra tutte, la cosiddetta “Riforma Daga”, la proposta di legge da tempo in discussione in Parlamento, preceduta dal confronto e dalle audizioni in VIII Commissione della Camera che ci ha visto tra gli ascoltati, si presenta come una riforma che, a nostro parere, se applicata nelle forme attuali, riporterebbe il quadro regolatorio un quarto di secolo indietro, prima della fondamentale “Riforma Galli” del 1994, con conseguenze che, per un sistema come quello romagnolo, potrebbero essere davvero devastanti. Di fatto, bloccherebbe infatti la continuità di operato di quelle realtà - come la nostra - che, grazie a scelte lungimiranti e a politiche aziendali sotto totale controllo pubblico, sono in grado da tempo di reggere la capacità d’investimento necessaria a mantenere adeguate le dotazioni impiantistiche e strutturali, proponendo una governance farraginosa e inopportuna e demolendo una gestione industriale che rappresenta l’unica via per coniugare qualità del servizio e bassi costi di gestione, senza trascurare il carico economico sulla fiscalità generale – non certo un punto di forza, in particolare in questo momento – e il livello di rischio della gestione quotidiana.


LA NOSTRA MISSION CI RICHIEDE DI

PREVEDERE GLI INTERVENTI DA ATTUARE

LE ESPERIENZE E INTRODUCE ALCUNI
NEI PROSSIMI ANNI PER MITIGARE GLI
IMPATTI DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI
CON IL NECESSARIO ANTICIPO
TEMPORALE.


Questo proprio per evitare l’assenza di possibili soluzioni al momento del bisogno. È noto infatti come in Italia la realizzazione di opere pubbliche richieda tempi elevatissimi, spesso assolutamente inadeguati alle necessità alle quali si deve far fronte.

I corposi investimenti effettuati negli anni recenti ci consegnano una dotazione di risorse che consente alla Romagna di vantare una situazione non critica, diversamente da quanto accade soprattutto in alcune province emiliane.

È chiaro però che tutto ciò che può costituire un grado di sicurezza soddisfacente oggi richiede, per essere mantenuto, proposte di miglioramento capaci di manifestare la loro efficacia entro 10-15 anni, cogliendo in questo senso anche lo stimolo proveniente dalla Regione, che ha messo a punto un’importante strategia unitaria di mitigazione e adattamento per i cambiamenti climatici.

Questo significa confezionare proposte operative in breve tempo e la Società si è attivata nel costruire svariate convenzioni di ricerca che coprono i temi dell’approvvigionamento, dell’efficienza delle fonti, dell’intelligenza dei sistemi di gestione, della qualità dell’acqua, anche attraverso innovativi sistemi di potabilizzazione, del mantenimento della sicurezza e della qualità ambientale del territorio tributario della risorsa, anche attraverso il sostegno a forme di economia circolare. Ad una di queste convenzioni, fra le altre, il presente Bilancio offre uno spazio particolare: quella firmata con un Consorzio composto dall’Istituto di Management della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, dall’Università Carlo Bo di Urbino e dal Centro Studi e Ricerche REF di Milano, che ha per obiettivo un innovativo e sfidante studio sull’identificazione del valore ambientale della risorsa idrica a livello locale. In altre parole, il progetto mira a definire come valutare e misurare economicamente le opportunità connesse alle funzioni naturali ecosistemiche e al loro mantenimento, qualora un loro uso intensivo ne compromettesse o alterasse in maniera irreversibile, in futuro, l’intrinseca funzionalità e qualità.

Una garanzia futura di sicurezza in termini di risorsa idropotabile è possibile grazie allo scenario delineato dall’importante Piano degli Investimenti e dal conseguente Piano Economico Finanziario, che hanno come obiettivi l’irrobustimento, la diversificazione e l’integrazione delle fonti del territorio nei prossimi anni, a partire dal triennio 2020-2023. Un Piano degli Investimenti che si è progressivamente rafforzato proprio per fornire risposte adeguate anche alla possibile modifica della qualità dell’ambiente e dell’acqua, sempre nel ricordato contesto di una domanda sempre più articolata.

In questo contesto, l’attività di ricerca affidata all’Università di Bologna rappresenta un prezioso supporto tecnico-scientifico per individuare le possibili modalità di miglioramento della gestione dell’invaso di Ridracoli, i criteri per la gestione ottimale delle risorse idriche disponibili, soprattutto in periodi di crisi idrica, le regole di gestione per l’adattamento ottimale del sistema idrico ai nuovi scenari di cambiamento climatico e per l’analisi delle possibilità di potenziamento dell’uso delle risorse idriche superficiali poste in quota. Quest’ultimo aspetto, che impegna la Società a formulare proposte a medio-lungo termine, sarà integrato da un piano aggiuntivo – riguardante sempre la sicurezza dell’approvvigionamento idrico – che consenta di risolvere secondo una scala temporale opportunamente articolata le ricordate criticità emerse nel corso della siccità del 2017, soprattutto per quelle zone appenniniche alimentate da sorgenti locali che in periodi siccitosi presentano problematiche strutturali nuove.

La Società dovrà puntare a migliorare i propri sistemi di stoccaggio e raccolta, in particolare nei bacini idrografici montani, e dovrà operare per aumentare la propria capacità d’investire, di ridurre i tempi necessari alla progettazione, all’assegnazione dell’appalto, alla cantierizzazione di tutte le opere necessarie, pianificate e da pianificarsi. A questo scopo ha avviato percorsi di acquisizione di quote di una società in grado di fornire servizi di ingegneria e l’importante progetto, significativo anche per il proprio futuro, riguardante l’integrazione degli asset idrici della Romagna, oggi possedute dalle società patrimoniali dei Comuni.

Non deve essere dimenticato, inoltre, il miglioramento della gestione dell’energia, che rappresenta non solo il maggiore costo operativo ma anche la risorsa primaria per la sicurezza e la continuità del servizio di fornitura.

Nel corso del 2018 si è concluso il Piano Energetico varato nel 2013, che ha portato a una riduzione della dipendenza energetica e a una maggiore autoproduzione, e se ne è avviato uno nuovo, con compiti di completamento degli impianti di produzione, di efficientamento dell’esistente e di avvio di un progetto di ricerca di nuove fonti energetiche.

Tutti questi sono aspetti fondamentali, che riguardano la vita quotidiana dei nostri operatori e incidono sull’operato di molti Stakeholder: sono importanti infatti per garantire un’adeguata crescita economica delle aree in cui operiamo e, con essa, il mantenimento di un buon livello occupazionale diretto - la Società non solo manterrà l’organico, peraltro già aumentato nel corso del tempo, ma lo aumenterà nei prossimi anni – ed indiretto, grazie a una ricaduta su fornitori e prestatori romagnoli nella misura del 52,2%.

Il futuro concretizzarsi di un efficace e innovativo modello di pagamento dei servizi ecosistemici potrà fornire un’ulteriore possibile propulsione allo sviluppo socio-economico delle aree montane, trasformando evidenti limiti attuali in opportunità future.

Quanto fin qui argomentato evidenzia l’importanza di uno strumento come questo Bilancio, per declinare precisamente gli scenari che ci vedono impegnati e le possibili strategie da adottare con le relative proposte risolutive, per garantire un confronto e una comunicazione responsabile, per sottolineare un ruolo sempre più importante della Società per il contesto sociale in cui opera.

A valle del fondamentale lavoro di gestione dell’acqua – che rappresenta ovviamente il nostro core business – Romagna Acque si sta caratterizzando sempre di più come un soggetto centrale nel dibattito sociale, economico, ambientale e culturale. Per questo siamo attivi non solo nei nostri luoghi ma anche a livello nazionale, nella convinzione che le nostre esperienze e gli interessi dei nostri territori possono essere difesi solamente attraverso politiche attive e innovative, consci che l’esperienza di questa regione, dell’area romagnola in particolare, ha caratteristiche di eccellenza.

In questa direzione vanno gli sforzi organizzativi per la realizzazione e la promozione di convegni e manifestazioni, partecipando su invito a iniziative altrui, fornendo contributi a dibattiti, workshop, fiere. Lo facciamo coinvolgendo i cittadini ogni volta che ve ne sia la possibilità – dai progetti mirati e dalle iniziative scolastiche sull’uso dell’acqua agli eventi che hanno per palcoscenico Ridracoli e il suo Eco-museo, rinnovato proprio nel 2018 - ma anche partecipando a campagne di sensibilizzazione su tematiche sociali, sostenendo il lavoro di alcune Onlus in Africa, così come le attività dell’Istituto Oncologico Romagnolo o dell’IRST, con cui si è avviata una specifica attività di ricerca mirata al miglioramento del rapporto tra acqua e salute. Sono solo alcuni esempi, ma confermano una scelta forte e sicura, da parte di una realtà che peraltro è espressione di buona parte degli enti locali romagnoli.


IN UN PERIODO DI CRISI - ECONOMICA,

DI IDEE, DI VALORI - IL RUOLO DI UNA

SOCIETÀ SOLIDA DEVE ESSERE ANCHE
QUELLO DI ESPORSI, DI PARTECIPARE.


Romagna Acque, nella propria attività, agisce coniugando sostenibilità ambientale, economica e sociale, con la consapevolezza che, per conseguire tale obiettivo, sono importanti la competenza e la visione riguardo agli obiettivi del futuro, un’adeguata struttura organizzativa e una capacità operativa improntata ad una stretta collaborazione fra tutti i settori della Società. Questi aspetti troveranno un’importante risposta nel corso del prossimo anno, con la progressiva attuazione del processo riorganizzativo approvato nel 2018. Fondamentale, inoltre, è lo sviluppo costante delle competenze professionali esistenti, così come l’inserimento di nuove ulteriori competenze.

Vale la pena sottolineare come questa direzione abbia trovato nel tempo stimoli e propulsioni nelle qualificate azioni intraprese dall’Autorità nazionale di regolazione (ARERA) e dell’Ente di gestione d’Ambito regionale (ATERSIR), così come all’interno degli organismi di rappresentanza fra i gestori a livello nazionale (Utilitalia) e regionale (Confservizi Emilia-Romagna). Questa complessità rafforza la consapevolezza della Società riguardo all’importanza della comunicazione e del dialogo con tutti gli interlocutori aziendali e all’interno dell’azienda, per migliorare una condivisione che rappresenta un passaggio imprescindibile anche per l’efficacia dell’azione pubblica. Una complessità che richiede sempre più un approccio integrato, multidisciplinare, “olistico”, che ha alla base, come primo irrinunciabile valore, una richiesta di responsabilità verso la natura, verso i cittadini, verso le giovani generazioni e che trova nel concetto dell’etica ambientale e nella conseguente pratica applicativa – dei comportamenti e delle azioni - una nuova frontiera da raggiungere e garantire. Anche nel corso del 2018 questa visione, così come le attività che l’hanno concretizzata, è stata sostenuta con un ulteriore sforzo comunicativo, grazie all’utilizzo del sito web (oggi in via di reingegnerizzazione per aumentare ulteriormente la forza comunicativa) e del servizio di newsletter.

D’altra parte, in diverse occasioni - a partire dall’inaugurazione ufficiale della nuova sede, nella primavera 2018 – la Società ha constatato ancora una volta una decisa attenzione positiva da parte della stampa e dell’opinione pubblica nei confronti del proprio operato: spesso viene citata dai media stessi come esempio virtuoso di corretta gestione e lungimirante visione.

Con tali presupposti, il Bilancio approvato contiene alcuni nuovi obiettivi futuri, a testimonianza non solo della dinamicità e dell’articolazione dell’attività svolta, ma anche dell’impegno e della concretezza con cui si cerca di interpretare il lavoro, il ruolo e la missione della Società. Tale documento, dunque, integrerà sempre più la rendicontazione con l’indicazione di obiettivi futuri coerenti con quelli strategici definiti nei documenti ufficiali che scandiscono la vita aziendale, alcuni dei quali ricordati nei passaggi precedenti. Questo per far sì che il confronto avvenga sempre più in via preventiva, migliorando le ricadute e qualificando le scelte attraverso una più metodica e scientifica analisi delle problematiche. Ne sono una testimonianza le azioni indirizzate all’efficientamento produttivo, tecnologico ed energetico, alla modifica degli assetti organizzativi e degli strumenti di gestione, all’allargamento dell’orizzonte temporale, al fine di scorgere per tempo le esigenze prodotte dall’evolversi delle condizioni.

 

 

Il Presidente
Tonino Bernabè

Direttore Generale e Consigliere Delegato
Andrea Gambi