ETICA E INTEGRITÀ

IL PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE E DELLA TRASPARENZA

 


ALLA LUCE DEL NUOVO QUADRO NORMATIVO, ROMAGNA ACQUE
HA AGGIORNATO IL PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE
E DELLA TRASPARENZA
(PTPC) PER IL TRIENNIO 2018- 2020


Il PTPC, sancito con Delibera n. 13 del 2018, rappresenta un documento programmatico in cui confluiscono le strategie e le metodologie per la prevenzione e il contrasto della corruzione, elaborate dal Responsabile della Prevenzione della Corruzione congiuntamente agli altri soggetti coinvolti nella predisposizione del PTPC medesimo.
Il PTPC è stato redatto secondo i principi contenuti nelle linee guida UNI ISO 31000:2010, secondo le metodologie aziendali di Risk Management che sono state utilizzate nella redazione del MOG 231 di Romagna Acque e analizzando i seguenti elementi.
 

Legge

Normative generali e specifiche che regolamentano la struttura societaria e l’attività costituente l’oggetto sociale della stessa.

Sistema organizzativo della Società

Chiara definizione delle responsabilità attribuite e delle linee di dipendenza gerarchica, dell’esistenza della contrapposizione di funzioni, della corrispondenza tra le attività effettivamente svolte e le missioni e responsabilità previste nell’organigramma della Società.

Contesto interno ed esterno

Individuazione delle attività esposte al rischio di corruzione, con conseguente mappatura delle aree di rischio sulla base delle caratteristiche della Società (Risk Assessment), e di informazioni utili riguardanti il territorio d’interesse, di ordine culturale, sociale, economico, di potenziale impatto anche sulla Società.

Protocolli di controllo

Procedure formalizzate (anche ai sensi del MOG 231) che regolamentano le attività svolte dalle strutture nelle aree a rischio, tenendo conto non solo delle fasi negoziali, ma anche di quelle di istruzione e formazione delle decisioni aziendali.

Sistema autorizzativo

I poteri autorizzativi e di firma coerenti con le responsabilità organizzative e gestionali assegnate e/o concretamente svolte, le procure rilasciate e le deleghe gestionali interne, alla luce dell’organigramma aziendale.

Sistema di controllo di gestione di Romagna Acque

I soggetti coinvolti nel processo e la capacità del sistema di fornire tempestiva segnalazione dell’esistenza e dell’insorgere di situazioni di criticità generale e/o particolare.

Principi etici formalizzati

I principi contenuti nel Codice Etico di Romagna Acque

Sistema disciplinare

Il sistema diretto a sanzionare l’eventuale violazione dei principi e delle disposizioni volte a prevenire la commissione dei reati, sia da parte dei dipendenti della Società, dirigenti e non, sia da parte del Consiglio di Amministrazione, del Collegio Sindacale e dei collaboratori esterni.

Comunicazione e formazione al personale

Forme di comunicazione all’interno e all’esterno della Società e formazione del personale.


Alla fase di analisi del contesto e mappatura dei rischi è seguita la fase di programmazione delle misure preventive e di trattamento dei fenomeni corruttivi (presidi e protocolli di prevenzione). Tali misure costituiscono parte integrante di altri strumenti di programmazione e gestione aziendali, come il Piano Annuale Qualità, e sono adeguatamente rese note sia internamente che esternamente alla Società.
 

Nel corso del 2018 il Consiglio di Amministrazione, attraverso il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e Trasparenza (RPCT), ha monitorato lo stato di attuazione, ovvero il rispetto e l’applicazione delle misure contenute nel PTPC, avvalendosi anche del contributo che scaturisce dal monitoraggio del Piano Qualità.

L’opportunità di garantire l’integrazione tra Piani su legalità e integrità e Piani della performance era già stata messa in evidenza dall’allora CIVIT con Delibera n. 6/2013; il concetto è stato quindi ulteriormente rafforzato da ANAC, con l’aggiornamento del Piano Nazionale Anticorruzione 2015 e, coerentemente con tale impostazione, il PTPC, già a partire dall’aggiornamento del 2016, è stato raccordato con il Piano Annuale Qualità.

Questo raccordo ha lo scopo di assicurare che la programmazione e l’attuazione delle misure contenute nel PTPCT siano integrate nella declinazione complessiva della strategia operativa e gestionale di Romagna Acque; in particolare, le misure e gli obiettivi relativi alla prevenzione della corruzione, compresa la trasparenza, sono entrati a far parte del Piano Annuale Qualità, con ricadute sulle performance individuali, in particolare dei referenti interni.

A seguito del monitoraggio 2018, il RPCT ha rendicontato, in particolare in occasione della relazione semestrale e annuale 2018, lo stato di attuazione del PTPCT, segnalando una serie di opportunità di miglioramento che sono state quindi recepite all’interno del PTPCT 2019-2021.

 

 

IL SITO INTERNET ISTITUZIONALE: LA SEZIONE “SOCIETÀ TRASPARENTE”

 

Il D. Lgs. 97/2016 ha apportato significative novità in materia di prevenzione della corruzione e della trasparenza soprattutto negli enti di diritto privato controllati e partecipati. In particolare, la principale novità del D. Lgs. 97/2016 sta nell’aver affiancato, quale strumento di trasparenza, il nuovo accesso generalizzato agli obblighi di pubblicazione già disciplinati dal D. Lgs 33/2013, oltre ad aver esteso l’ambito soggettivo di applicazione non solo alle Pubbliche Amministrazioni ma anche ad altri soggetti sia di natura pubblica che privata.

La trasparenza è intesa come accessibilità totale delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività dell’intera Società, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.

Nel rispetto delle disposizioni sul segreto d’ufficio, industriale e di protezione dei dati personali, concorre ad attuare il principio democratico e i principi costituzionali di eguaglianza, di imparzialità, buon andamento, responsabilità, efficacia ed efficienza nell’utilizzo di risorse pubbliche e nella realizzazione di servizi pubblici.

 

 


LA TRASPARENZA INTEGRA IL DIRITTO

A UNA BUONA AMMINISTRAZIONE

E CONCORRE ALLA REALIZZAZIONE

DI UN'AMMINISTRAZIONE APERTA,

AL SERVIZIO DEL CITTADINO.


 

 

Le disposizioni sulla trasparenza contribuiscono a definire il livello essenziale delle prestazioni erogate dalla Società, anche ai fini di prevenzione e contrasto della corruzione e della cattiva amministrazione, a norma dell’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione.

 

 


PER LA PIENA ACCESSIBILITÀ

DELLE INFORMAZIONI PUBBLICATE,

LA SOCIETÀ HA INDIVIDUATO

NEL PROSSIMO SITO ISTITUZIONALE

LA SEZIONE "SOCIETÀ TRASPARENTE".


 

Anche la Delibera ANAC n. 1134/2017 interviene sui temi della trasparenza e dell’accesso civico e impone una rivisitazione dei contenuti dello schema di pubblicazione dei dati aziendali all’interno della sezione “Società Trasparente”.

Per ogni informazione da rendere disponibile sul sito, è stato individuato un referente interno per la messa a disposizione del dato ed è stato inoltre individuato il referente per la pubblicazione dei dati.
Le informazioni relative agli adempimenti di trasparenza sono trasmesse dai vari Responsabili aziendali al Responsabile Area Servizi con le modalità, i tempi e i termini previsti, per ogni adempimento, in specifiche schede di lavoro.
Il Responsabile dell’Area Servizi provvede tempestivamente alla pubblicazione sul sito istituzionale, anche tramite il supporto di personale interno alla propria Area.
I dati, le informazioni e i documenti oggetto di pubblicazione rimangono pubblicati per un periodo di cinque anni, decorrente dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello da cui decorre l’obbligo di pubblicazione e comunque fino a che gli atti pubblicati producono i loro effetti (ad eccezione degli obblighi di pubblicazione concernenti i titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo e i titolari di incarichi dirigenziali nonché gli obblighi di pubblicazione concernenti i titolari di incarichi di collaborazione o consulenza, i cui dati devono essere pubblicati entro tre mesi dall’elezione, dalla nomina o dal conferimento dell’incarico e per i tre anni successivi alla cessazione del mandato o dell’incarico dei soggetti). Decorsi tali termini, i relativi dati e documenti sono accessibili ai sensi dell’articolo 5 del D. Lgs. 33/2013. 

 

 

L'ACCESSO CIVICO

Ai sensi dell’art. 5 del D. Lgs. 33/2013, la Società ha assicurato e assicura l’esercizio del diritto all’accesso civico. Tale articolo è stato novellato dal D. Lgs. 97/2016 e con l’entrata in vigore del nuovo istituto, l’accesso civico è stato esteso a tutti i dati e documenti detenuti dalla Società, non solo a quelli oggetto di pubblicazione, come in precedenza. Le eccezioni a detta regola si sostanziano in ipotesi tassative (art. 5 bis del D. Lgs. 33/2013), collegate al rispetto di interessi “giuridicamente rilevanti” sia pubblici (sicurezza pubblica e nazionale, difesa e questioni militari, relazioni internazionali, politica e stabilità finanziaria ed economica dello Stato, conduzione di indagini sui reati e il loro perseguimento, regolare svolgimento di attività ispettive) che privati (protezione dei dati personali, libertà e segretezza della corrispondenza, interessi economici e commerciali di una persona fisica o giuridica).


L’esercizio del diritto di accesso civico non è sottoposto ad alcuna limitazione quanto alla legittimazione soggettiva del richiedente e non richiede motivazione.


La richiesta può essere avanzata all’ufficio espressamente indicato dalla Società nella sezione “Società Trasparente-Accesso civico” del sito istituzionale o al RPCT nel caso in cui l’istanza riguardi dati, informazioni o documenti oggetto di pubblicazione obbligatoria.

La procedura si conclude entro trenta giorni dalla presentazione della stessa, con un provvedimento espresso e motivato di accoglimento o diniego in accordo al D. Lgs. 97/2016; è previsto il coinvolgimento degli eventuali soggetti controinteressati, ai quali deve essere comunicata la richiesta e che possono opporsi nel termine di dieci giorni.

In caso di accoglimento della richiesta, la Società si impegna a pubblicare sul sito il documento, l’informazione, dato richiesto e a trasmetterlo contestualmente al richiedente, a comunicargli l’avvenuta pubblicazione.

L’esercizio dell’Accesso Civico è normato internamente da apposito regolamento anch’esso pubblicato.

Nel corso del 2018 sono state presentate 17 richieste di accesso civico divise fra:

  • accesso civico generalizzato ai sensi dell’art. 5 bis del D. Lgs. 33/2013;
  • richieste da parte di rappresentanti di Enti Soci ai sensi dell’art. 3 comma 2 del Testo Unico 267/2000;
  • richieste di accesso ai sensi dell’art. 53 del D. Lgs. 50/2016;
  • richieste di accesso ai sensi della Legge 241/90.

Un aspetto di rilievo che, se pur indirettamente, potrebbe incidere sulle regole di accesso civico, in particolare quello generalizzato, è dettato dall’emissione del nuovo Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali (2016/679), entrato pienamente in vigore il 25 maggio 2018.

La considerazione che gli atti potenzialmente oggetto di richiesta di pubblicazione o trasmissione possano contenere anche dati personali (sia di cittadini che di funzionari) induce a ritenere che una delle valutazioni più ricorrenti che caratterizzerà l’accesso civico generalizzato riguarderà proprio il confronto tra il diritto alla conoscenza del richiedente e il diritto alla protezione dei dati del/dei controinteressato/i.

 

 

AGGIORNAMENTO DEL QUADRO NORMATIVO IN MATERIA DI PRIVACY

Il 4 maggio 2016 sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (GUUE) i testi del “Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali” (GDPR) e della Direttiva che regola i trattamenti di dati personali nei settori di prevenzione, contrasto e repressione dei crimini.

Il Regolamento protegge i diritti e le libertà fondamentali delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali e stabilisce quindi norme relative alla libera circolazione di tali dati; pur essendo entrato in vigore già dal maggio 2016, la sua definitiva applicazione ha trovato decorrenza dal 25 maggio 2018.

Il Regolamento conferma che ogni trattamento deve trovare fondamento in un’idonea base giuridica; i fondamenti di liceità del trattamento sono indicati all’art. 6 e coincidono, in linea di massima, con quelli previsti dal precedente Codice (consenso, adempimento obblighi contrattuali, interessi vitali della persona interessata o di terzi, obblighi di legge a cui è soggetto il titolare, interesse pubblico o esercizio di pubblici poteri, interesse legittimo prevalente del titolare o di terzi cui i dati vengono comunicati).

Le novità principali della riforma riguardano le caratteristiche previste per il consenso che deve rilasciare l’interessato; ad esempio, per i dati sensibili ex art. 9, deve essere esplicito, come anche per decisioni basate su trattamenti automatizzati, compresa la profilazione, ex art. 22.

Il Regolamento, preso atto dell’accrescersi della raccolta di dati in via informatica, introduce anche nuovi meccanismi di tutela dei dati personali.

Con Delibera del Consiglio di Amministrazione n. 74/2018, la Società ha recepito le nuove disposizioni e ha aggiornato il Regolamento interno in materia di privacy identificando come titolare del trattamento la figura del Presidente e nominando il Responsabile Servizi Affari Societari e Legali quale referente interno a supporto del titolare del trattamento.