LETTERA AGLI STAKEHOLDERS

Il Presidente
Tonino Bernabè

Il Bilancio di Sostenibilità di Romagna Acque - Società delle Fonti S.p.A., giunto alla quattordicesima edizione, si conferma uno strumento fondamentale di comunicazione fra la Società e i suoi Stakeholder, grazie al quale rendicontare, anno dopo anno, in maniera trasparente, chiara e tempestiva, l’esito delle iniziative e degli impegni assunti e fornire una prospettiva futura attraverso i propri programmi di attività. Recenti interventi normativi ne hanno fatto uno strumento chiave per le società quotate, quale report integrato di tre dimensioni fondamentali, ambientale, sociale ed economica. Pur non essendo una società quotata, riteniamo da tempo che per una realtà articolata come Romagna Acque la sola dimensione economica non sia più una rappresentazione futura attendibile e soddisfacente, ma che si debba rappresentare più appropriatamente la creazione di valore generato e che questa direzione rappresenti la vera dimensione di sviluppo delle iniziative.


La sostenibilità rappresenta per tutto ciò un valore indispensabile. Oltre ad essere di grande importanza in sé, è un tema centrale nell’attività quotidiana di Romagna Acque e ne permea l’intero operato. È da sempre nel DNA dell’azienda ed ha avuto origine in tempi ormai lontani, segnati dall’avvio della realizzazione del progetto dell’Acquedotto della Romagna, simboleggiato dalla Diga di Ridracoli.


Se a quella fase storica è stata dedicata molta attenzione da parte dell’azienda nel corso del 2016 – celebrando il cinquantesimo dalla fondazione del Consorzio Acque – la conferma nel tempo di un’immutata visione strategica da parte della Società è stata cruciale anche per gli avvenimenti recenti. Il 2017, che qui rendicontiamo, si è caratterizzato infatti per un lungo periodo siccitoso, con un difficile approvvigionamento idrico per la Romagna, la nostra regione e per molte parti del nostro Paese, per la contemporaneità di scarsità degli apporti piovosi e di aumento dei consumi.

Direttore Generale
e Consigliere Delegato

Andrea Gambi

 

Ebbene, nel territorio romagnolo le difficoltà di approvvigionamento sono state superate grazie alla strategia messa in atto da diversi anni, legata agli interventi strutturali, all’integrazione fra le fonti idropotabili e con le strutture della bonifica: l’entrata in esercizio, in particolare, del potabilizzatore Standiana – inaugurato nel settembre 2015 – ha garantito la continuità dell’esercizio, fornendo con ciò garanzie importanti, soprattutto per il turismo costiero e per la qualità delle acque prodotte. La scelta di investire su questa fondamentale nuova opera (e su tutte le collegate reti di interconnessione) si è dimostrata assolutamente opportuna: in assenza della Standiana – come dimostrano facilmente i confronti con più lontani anni siccitosi – probabilmente il nostro sistema infrastrutturale avrebbe vissuto più di una situazione critica, risolvibile solo ricorrendo a misure di emergenza e a deroghe sulla qualità del servizio, con effetti negativi anche sull’economia turistica della costa.
 

Tuttavia non vanno sottovalutate le difficoltà che si sono generate nelle aree non direttamente interconnesse con la nostra rete ma che si alimentano con fonti naturali locali. Quanto accaduto dimostra la continua necessità di guardare sempre avanti nel tentativo di agire mediante adeguati supporti previsionali “per tempo”: occorrono costanti stimoli e ispirazioni per affrontare con coerenza, determinazione, lucidità e integrazione territoriale le sfide che si palesano all’orizzonte. Sfide legate innanzitutto alla necessità di garantire la risorsa idropotabile, sempre più minacciata da cambiamenti climatici significativi nel loro futuro evolversi, oltre che evidenti nelle manifestazioni. Il cambiamento climatico sfida la nostra capacità di generare scorte di acqua sufficienti per tutti, a prescindere dalle condizioni meteoclimatiche sempre più estreme, che vedono l’alternarsi di stagioni siccitose e asciutte con eventi alluvionali improvvisi (i cosiddetti flash floods). I fenomeni estremi sono la conseguenza di variazioni di temperature del pianeta di entità via via maggiore, che modificano i bilanci energetici degli eventi naturali e accelerano i processi evapotraspirativi, con l’effetto di manifestazioni meteorologiche brevi che possono distruggere con sempre maggior frequenza ed estensione le infrastrutture e le attività umane, mettendo a serio rischio anche le condizioni di vita. Un recente articolo apparso sul numero di maggio della rivista internazionale Nature Climate Change mette in evidenza che, senza un cambiamento deciso negli stili di vita attuali, l’aumento delle temperature produrrà – entro il 2040 – un raddoppio delle frequenze degli eventi siccitosi come quelli avvenuti in Europa nel 2003 e nel 2010. Aspetto, quest’ultimo, che ci mostra anche il volto asimmetrico dello sviluppo mediante le migrazioni dei “rifugiati ambientali” che fuggono da climi aridi, zone umide senza acqua e quindi impossibili da coltivare per generare economie di sussistenza, dove mancano i requisiti minimi utili alla vita in condizioni “degne”. L’accordo di Parigi sul clima pone ai Continenti e agli Stati l’obiettivo di non oltrepassare la soglia di sicurezza, con un incremento massimo di due gradi centigradi nel surriscaldamento del Pianeta entro l’anno 2100, per non mettere a rischio la vita sulla terra.
 

All’interno di questo preoccupante contesto complessivo, sarebbe importante agire seguendo precisi piani che offrano prospettive e obiettivi chiari e condivisi a livello nazionale e regionale, come il Piano di Adattamento Climatico Nazionale e il Piano di Tutela delle Acque.
 

Il primo, attualmente in bozza e in fase di discussione, si presenta come un lavoro puntuale e pregevole; il secondo rappresenta uno dei prossimi compiti della Regione Emilia- Romagna, sempre attenta a garantire equilibri nobili tra tutela dell’ambiente e responsabilità verso i propri cittadini. Oltre a ciò, il compito di un’azienda territoriale come la nostra diventa molteplice.
 

La nostra mission ci richiede intanto di prevedere gli interventi da attuare nei prossimi anni per mitigare gli impatti dei cambiamenti climatici. I corposi investimenti effettuati negli anni recenti ci consegnano una dotazione di risorse che consente alla Romagna di vantare una situazione non critica, diversamente da quanto accade soprattutto in alcune province emiliane. Appare chiaro, tuttavia, che tutto ciò oggi che può costituire un soddisfacente grado di sicurezza richiede, per essere mantenuto, proposte di miglioramento in grado di manifestare la loro efficacia entro 10-15 anni. Ciò significa confezionare proposte operative in breve tempo e la Società si è attivata nel costruire svariate convenzioni di ricerca che coprono i temi dell’approvvigionamento, dell’efficienza delle fonti, dell’intelligenza dei sistemi di gestione, della qualità dell’acqua anche attraverso innovativi sistemi di potabilizzazione, del mantenimento della sicurezza e della qualità ambientale del territorio tributario della risorsa, anche attraverso il sostegno a forme di economia circolare. Una garanzia futura di sicurezza in termini di risorsa idropotabile è possibile, infatti, grazie allo scenario delineato dall’importante Piano degli Investimenti e dal conseguente Piano Economico Finanziario, che hanno come obiettivo l’irrobustimento, la diversificazione e l’integrazione delle fonti del territorio. Un Piano degli Investimenti che si è progressivamente rafforzato proprio per fornire risposte adeguate anche alla possibile modifica della qualità dell’ambiente e dell’acqua, sempre nel ricordato contesto dei cambiamenti climatici in atto.
 

È tuttora in corso l’attività di ricerca affidata all’Università di Bologna, quale supporto tecnico-scientifico nell’ambito delle possibili modalità di miglioramento della gestione dell’invaso di Ridracoli, dei criteri per la gestione ottimale delle risorse idriche disponibili soprattutto in periodi di crisi idrica, delle regole di gestione per l’adattamento ottimale del sistema idrico ai nuovi scenari di cambiamento climatico e dell’analisi delle possibilità di potenziamento dell’uso delle risorse idriche superficiali poste in quota. Quest’ultimo aspetto, che impegna la Società a formulare proposte a medio-lungo termine, sarà integrato nel corso del 2018 da un piano aggiuntivo – riguardante sempre la sicurezza dell’approvvigionamento idrico – che consenta di risolvere nel breve-medio termine le ricordate criticità emerse nel corso della siccità del 2017, soprattutto per quelle zone appenniniche alimentate da sorgenti locali che presentano, in periodi siccitosi, problematiche strutturali nuove. La Società dovrà puntare a migliorare i propri sistemi di stoccaggio e raccolta, in particolare nei bacini idrografici montani; dovrà inoltre operare per aumentare la propria capacità di investire, di ridurre i tempi necessari alla progettazione, all’appalto, alla cantierizzazione di tutte le opere necessarie, pianificate e da pianificarsi. A questo scopo, la Società ha avviato progetti importanti, anche per il proprio futuro, riguardanti l’integrazione degli asset idrici della Romagna, oggi posseduti dalle società patrimoniali dei Comuni, e l’acquisto di quote di una futura società in grado di fornire servizi d’ingegneria. Non deve essere dimenticato, inoltre, il miglioramento della gestione dell’energia, che rappresenta non solo il maggiore costo operativo ma influenza la sicurezza e la continuità del servizio di fornitura. Nel corso del 2018 si concluderà il Piano Energetico varato nel 2013, che ha portato a una riduzione della dipendenza energetica e ad una maggiore autoproduzione, e se ne avvierà uno nuovo, con compiti di completamento degli impianti di produzione, di efficientamento dell’esistente e di avvio di un progetto di ricerca di nuove fonti energetiche. Si tratta di aspetti fondamentali, che riguardano la vita quotidiana di tutti i nostri operatori e incidono sull’operato di molti Stakeholder. Appare chiaro infatti che quanto descritto è 7 importante per garantire un’adeguata crescita economica delle aree in cui operiamo e, con essa, il mantenimento di un buon livello occupazionale diretto – la Società non solo manterrà l’organico, peraltro già aumentato negli scorsi anni, ma lo aumenterà – e indiretto, grazie a una ricaduta su fornitori e prestatori romagnoli nella misura del 52,2%.
 

Quanto precede evidenzia l’importanza di uno strumento come questo Bilancio, per sottolineare un ruolo sempre più importante della Società anche nel contesto sociale in cui opera. A valle del fondamentale lavoro di gestione dell’acqua – che rappresenta ovviamente il suo core business – Romagna Acque si sta caratterizzando sempre di più come un soggetto centrale nel dibattito sociale, economico, ambientale e culturale, nel nostro territorio e anche oltre. Lo fa organizzando convegni e manifestazioni, partecipando su invito a iniziative altrui, fornendo contributi a dibattiti, workshop, fiere. Lo fa coinvolgendo i cittadini ogni volta che ve ne sia la possibilità, dai progetti mirati e dalle iniziative scolastiche sull’uso dell’acqua, agli eventi che hanno per palcoscenico Ridracoli e il suo Ecomuseo, recentemente rinnovato, ma anche partecipando a campagne di sensibilizzazione su tematiche sociali, sostenendo il lavoro di alcune Onlus in Africa, così come le attività della Lilt o dell’Istituto Oncologico Romagnolo con il quale si è avviata una specifica attività di ricerca mirata al miglioramento del rapporto tra acqua – vista come alimento – e salute. Sono solo alcuni esempi, ma confermano una scelta forte e sicura, da parte di una realtà che peraltro è espressione di buona parte degli enti locali romagnoli: in un periodo di crisi – economica, di idee, di valori – il ruolo di una Società solida deve essere anche quello di esporsi, di partecipare.
 

Romagna Acque, nella propria attività, agisce coniugando sostenibilità ambientale, economica e sociale, con la consapevolezza che, per conseguire risultati ottimali su tutti e tre i fronti, sono importanti la competenza e la visione riguardo agli obiettivi del futuro, un’adeguata struttura organizzativa e una capacità operativa improntata a una stretta collaborazione fra tutti i settori della Società, aspetti che troveranno risposta nel corso del prossimo anno, con importanti riassetti organizzativi, il migliore sviluppo delle competenze professionali esistenti e l’inserimento di nuove ulteriori competenze. Vale la pena sottolineare come questa direzione abbia trovato nel tempo stimoli e propulsioni nelle qualificate azioni intraprese dall’Autorità nazionale di regolazione (oggi ARERA) – in questo momento operante con un collegio direttivo scaduto e a cui, ci auguriamo, l’attuale governo confermi i compiti sin qui assegnati in precedenza – e dall’Ente d’Ambito regionale (ATERSIR), così come all’interno degli organismi di rappresentanza fra gestori nazionale (Utilitalia) e regionale (Confservizi Emilia-Romagna). Questa complessità ci rafforza la consapevolezza dell’importanza della comunicazione e del dialogo con tutti gli interlocutori aziendali e all’interno dell’azienda, per migliorare una condivisione che rappresenta un passaggio imprescindibile anche per l’efficacia dell’azione pubblica. Una complessità che richiede sempre più un approccio integrato, multidisciplinare, “olistico” che ha alla base – come primo irrinunciabile valore – una richiesta di responsabilità verso la natura, verso i cittadini, verso le giovani generazioni e che trova nel concetto dell’etica ambientale e nella conseguente pratica applicativa – dei comportamenti e delle azioni – una nuova frontiera da raggiungere e garantire. Anche nel corso del 2017 questa visione e le attività che l’hanno concretizzata sono state al centro di un ulteriore impegno comunicativo, grazie all’utilizzo del sito web e del servizio di newsletter, nonché mediante periodici incontri con i Soci, anche se, su questo fronte, si deve migliorare ancora, come alcune iniziative in corso si propongono di fare. D’altra parte, proprio la lunga attenzione da parte dei media riguardo ai pericoli della siccità ha permesso di verificare un’attenzione positiva della stampa (e dell’opinione pubblica) nei confronti dell’operato della Società, spesso citata dai media stessi ad esempio virtuoso di corretta gestione e lungimirante visione.
 

Con tali presupposti, il Bilancio approvato contiene alcuni nuovi obiettivi futuri, a testimonianza non solo della dinamicità e dell’articolazione dell’attività svolta, ma anche dell’impegno e della concretezza con cui si cerca di interpretare il proprio lavoro, il proprio ruolo e la propria missione. Tale documento, dunque, integrerà sempre più la rendicontazione con l’indicazione di obiettivi futuri coerenti con quelli strategici definiti nei documenti ufficiali che scandiscono la vita aziendale, alcuni dei quali ricordati nei passaggi precedenti. Questo per far sì che il confronto avvenga sempre più in via preventiva, migliorando le ricadute e qualificando le scelte attraverso una più metodica e scientifica analisi delle problematiche. Ne sono una testimonianza l’incessante azione indirizzata all’efficientamento produttivo, tecnologico ed energetico, alla modifica dei propri assetti organizzativi e degli strumenti di gestione, all’allargamento dell’orizzonte temporale al fine di scorgere per tempo le esigenze prodotte dall’evolversi delle condizioni

 

Il Presidente
Tonino Bernabè

Direttore Generale e Consigliere Delegato
Andrea Gambi