DIMENSIONE SOCIALE

I PROGETTI PER L’AMBIENTE E LA COLLETTIVITÀ

 

RIDRACOLI E IL RECUPERO DELLE ANTICHE INFRASTRUTTURE

Dopo la costruzione della Diga, l’impegno dell’allora Consorzio Acque sul fronte ambientale è stato quello di minimizzare l’impatto prodotto dall’opera sul territorio, mentre sul fronte dello sviluppo sociale, culturale ed economico, da subito si è operato per perseguire vari obiettivi, a partire dal recupero delle antiche infrastrutture del Borgo di Ridracoli, a valle della Diga, che era destinato a un inarrestabile declino, dopo la quasi scomparsa per emigrazione della popolazione.


La Società ha ripristinato gli edifici più significativi e sviluppato un programma di recupero, con l’obiettivo di salvaguardare un’importante traccia della presenza umana nell’alta valle bidentina, destinandola a luogo deputato per un turismo amico della natura.


Le strutture ricettive sorte impegnano i giovani del luogo in un’attività economica che propone, ed impone, la tutela del territorio e la manutenzione del patrimonio ambientale e infrastrutturale.

 


LA DIGA VIENE VISTA DALLA SOCIETÀ
ANCHE COME UNA RISORSA PER VALORIZZARE L’AMBIENTE



Il principio di base è quello di accogliere studenti, cittadini, gruppi sociali, turisti italiani e stranieri, ai quali, con l’ausilio di un valido servizio di guide, è possibile far conoscere il sistema Diga e il territorio circostante nelle sue varie e qualificate valenze.


È stata inoltre aperta alla pesca sportiva una parte delle sponde del lago, attività subordinata allo studio sulle condizioni ittiogeniche dell’invaso e controllata attraverso un servizio di vigilanza “a vista” delle aree di pesca.


Infine, in presenza di condizioni meteorologiche favorevoli, è possibile visitare il lago per mezzo di un natante elettrico.
 


44.701 PERSONE HANNO VISITATO LA DIGA NEL 2017


 

IDRO - ECOMUSEO DELLE ACQUE DI RIDRACOLI

Nello Statuto di Romagna Acque è previsto che la Società “possa concorrere, nelle forme ritenute più opportune, a programmi e iniziative di valorizzazione ambientale, crescita culturale ed equilibrato sviluppo economico e sociale”. In tale contesto, a fianco dell’antico Borgo di Ridracoli, da luglio 2004 la Società ha realizzato “Idro - Ecomuseo delle acque di Ridracoli”.

 


IL PROGETTO COMPLESSIVO DI IDRO
RUOTA ATTORNO AL CONCETTO DI "MUSEO DIFFUSO SUL TERRITORIO"


 

L’ecomuseo è composto da vari spazi tematici in grado di soddisfare la curiosità e suscitare l’interesse di un numero crescente di visitatori. Questo ecomuseo, incentrato su varie strutture, crea un sistema aperto, continuamente implementabile, con spazi dedicati a proposte culturali innovative e ad esperienze non riproducibili altrove.


Consente inoltre un’ottima organizzazione logistica legata ai servizi e una più efficace cura del territorio, dal momento che ne migliora la conoscenza e permette l’approfondimento delle problematiche ivi affrontate.


Nel corso del 2017 sono iniziati i lavori di ristrutturazione e riqualificazione del museo anche alla luce delle nuove strumentazioni in ambito didattico.


L’inaugurazione si è svolta a inizio primavera 2018.

 

 

IL CENTRO OPERATIVO DI CAPACCIO COME POLO CULTURALE

Molto importante, per i risvolti previsti nei rapporti con il mondo della cultura e della ricerca, è il Centro Didattico, con annessa foresteria, che si trova in località Capaccio di Santa Sofia.


La struttura, identificata quale Centro Operativo della Società, immersa nel verde e dotata di strumenti tecnologicamente avanzati, ha già ospitato stages universitari e convegni di livello nazionale ed internazionale cui hanno preso parte personalità di rilievo nell’ambito culturale e nel campo della tecnica idraulica, geologica ed ambientale.

 

IL PROTOCOLLO D’INTESA CON IL PARCO DELLE FORESTE CASENTINESI PER INCENTIVARE ATTIVITÀ TURISTICO-AMBIENTALI

Nel maggio 2014, la Società ha firmato un protocollo d’intesa con il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna2, per la promozione di politiche di sviluppo di attività turistico-ambientali.
In passato i due enti avevano siglato un analogo protocollo di intenti, che ha permesso di verificare i benefici di una pianificazione e programmazione condivisa di interventi nel campo turistico, educativo ed ambientale. Con questo nuovo protocollo, le parti si impegnano - nei limiti dei rispettivi ruoli - a far convergere le reciproche azioni verso obiettivi condivisi di sviluppo di attività turistico-ambientali.

Sono state identificate diverse possibili tipologie di intervento:

  • Azioni congiunte di tutela del Parco, delle biodiversità e delle connesse reti ed infrastrutture turistiche;

  • Sviluppo della ricerca scientifica in vari ambiti operativi, quali:

    • le metodologie di intervento per contenere il trasporto di sostanze solide ai fini di tenere sotto controllo l’interramento dell’invaso;

    • le capacità di trattenuta di CO2 da parte delle diverse tipologie di bosco presenti nel bacino di raccolta dell’invaso;

    • la tutela delle acque interne ad aree protette;

  • Iniziative di promozione turistica del territorio, attraverso azioni di collaborazione con altri soggetti del settore, al fine di sviluppare attività sinergiche di formazione, ricerca e didattica.

 

IL CABLAGGIO DELLA FIBRA OTTICA

 

L’attività relativa alla fibra ottica, al pari di altre, non fa parte del core business primario della Società ma si è sviluppata via via nel corso degli anni diventando, fra le altre cose, un importantissimo supporto per lo sviluppo di diverse aree in cui opera Romagna Acque.
 

La Società si è da tempo resa consapevole della grande potenzialità contenuta nelle proprie infrastutture, compresa la rete in fibra ottica utilizzata per il telecontrollo e telecomando dell'Acquedotto di Romagna e degli impianti annessi.

Con l’intento di dare la massima valorizzazione a questa risorsa, in piena sinergia con gli Enti locali Soci, la Regione Emilia-Romagna e le altre realtà di Public utilities del territorio, sono stati individuati due grandi obiettivi:

contribuire alla costruzione della rete telematica avanzata delle pubbliche amministrazioni romagnole, fungendo da dorsale geografica ad alta copertura territoriale;

 

rendere disponibili diffusamente nel territorio i vantaggi derivanti dalla presenza di infrastrutture per telecomunicazioni in banda larga, con le relative ricadute in termini di servizi al cittadino, alle realtà produttive e agli operatori turistici.

Con tali intenti, sin dal 1997, Romagna Acque ha coordinato il gruppo di lavoro tecnico degli Enti e delle società romagnole, che ha studiato e messo a punto le prime ipotesi operative; attività che ha trovato poi piena attuabilità grazie all’intervento della Regione con la realizzazione della rete regionale “Lepida”.

 


IN ROMAGNA LA RETE REGIONALE SI BASA SULLE DORSALI OTTICHE REALIZZATE DA ROMAGNA ACQUE



Tale rete si caratterizza fortemente per::

  • l’integrazione con pari dignità dei territori “svantaggiati” (vallate, zone periferiche), che, risultando poco appetibili da parte degli operatori privati, rischiano di rimanere emarginati dai processi in corso legati all’e-government;

  • l’altissima potenzialità del mezzo trasmissivo, con capacità di banda pressoché illimitata, ovvero sicuramente capiente anche per le esigenze evolutive del lungo periodo;

  • la disponibilità di una rete che consente agli Enti Soci un fortissimo abbattimento dei costi di esercizio per le telecomunicazioni;

  • l’attuazione di un progetto che non si sovrappone a eventuali iniziative di operatori privati, ma ne integra il processo, ritagliando opportuni vantaggi alle pubbliche amministrazioni.

 

UN PUNTO DI ATTERRAGGIO PER L’ELISOCCORSO

Da molto tempo, il tema della sicurezza nei territori in cui Romagna Acque opera è al centro di costanti iniziative da parte della Società stessa e di collaborazioni importanti con le forze dell’ordine e le associazioni che si occupano del controllo territoriale, con l’obiettivo di fornire le maggiori garanzie possibili in termini di sicurezza, sia al proprio personale che alle comunità del territorio. Rientra in questa linea di condotta un’iniziativa della Società sviluppatasi nel 2017 in collaborazione con il SAER, con il Comune di Santa Sofia e con il 118: all’esterno dell’impianto di potabilizzazione di Capaccio è stato attivato un punto di atterraggio per l’elisoccorso. Una situazione logistica vantaggiosa, che permette l’atterraggio comodo di elicotteri ma anche l’arrivo veloce di ambulanze e che potrà essere di notevole aiuto nell’eventualità di dover trasportare a valle persone ferite, o comunque in situazioni di difficoltà in montagna o all’interno delle Foreste Casentinesi.