ETICA E INTEGRITÀ

Il Presidio e la Vigilanza

L'ORGANISMO DI VIGILANZA

Uno dei presidi cardine sul funzionamento e sull’osservanza del Modello di Organizzazione e Gestione è rappresentato dall’Organismo di Vigilanza, organo dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo, a cui, come detto nel precedente capitolo, è affidato il compito di vigilare sul Modello stesso, ai fini e agli effetti del D. Lgs. 231/2001.

 


L’ORGANISMO DI VIGILANZA SI CARATTERIZZA PER I REQUISITI
DI
AUTONOMIA E INDIPENDENZA, PROFESSIONALITÀ, CONTINUITÀ
D’AZIONE, ONORABILITÀ E ASSENZA DI CONFLITTI DI INTERESSE


 

Competono all’Organismo di Vigilanza alcuni compiti anche in materia di attuazione e controllo del Codice Etico:

  • cooperare nelle decisioni in merito alle violazioni per quanto riguarda le eventuali sanzioni;
  • verificarne l’applicazione e il rispetto;
  • monitorare le iniziative per la diffusione della conoscenza e della comprensione del Codice;
  • garantire lo sviluppo delle attività di comunicazione e formazione etica;
  • proporre al Consiglio di Amministrazione l’eventuale revisione delle policy e delle procedure aziendali.


Nello svolgimento della propria funzione, l’Organismo di Vigilanza è tenuto a porre in essere, anche avvalendosi di terzi, un sistema di controlli e verifiche periodiche rispetto ai flussi informativi e, più in generale, rispetto alle informazioni di cui giunge in possesso a qualsivoglia titolo.


Ad oggi, così come rappresentato nelle nuove linee guida n. 1134/2017 in risposta ai contenuti del nuovo comma 8-bis dell’art. 1 della L. 190/2012, l’ANAC è giunta a conclusione che i poteri di vigilanza in capo agli Organismi di Valutazione Indipendente della P.A. debbano essere attribuiti nelle società ad idonei organi interni di controllo, ovvero agli Organismi di Vigilanza, e ritiene quindi necessario escludere il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza dalla composizione dell’Organismo di Vigilanza.


Per questa nuova decisione, Romagna Acque dovrà provvedere a rimuovere la situazione di conflitto entro la scadenza del mandato dell’Organismo di Vigilanza.

 

  • Il responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza