Identità e governo della sostenibilità

Fonti di approvvigionamento nel territorio

Il fabbisogno idrico complessivo del territorio romagnolo ad uso civile viene soddisfatto con la risorsa proveniente dalle fonti presenti nelle tre province.

 

La principale fonte di approvvigionamento è rappresentata dall’invaso artificiale di Ridracoli, che soddisfa circa il 50% del fabbisogno totale, e viene derivata dagli alti corsi dei fiumi Bidente (bacino imbrifero diretto e bacini laterali dei torrenti Rio Bacine, Bidente di Campigna, Bidente di Celle), Rabbi (fiume minore) e da bacini idrografici ricadenti all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna. Oltre a Ridracoli, nel territorio della provincia di Forlì- Cesena sono presenti altre fonti, prevalentemente di falda (cioè acque che circolano nel sottosuolo), le quali contribuiscono a coprire un ulteriore 8% circa di fabbisogno idrico, attraverso pozzi dislocati sia nel cesenate che nel forlivese.

Il territorio ravennate concorre alla produzione di un volume idrico mediamente pari al 22% del fabbisogno totale, prevalentemente attraverso acque di superficie derivanti dal fiume Lamone, dal fiume Reno e dal Canale Emiliano Romagnolo (CER). Tali acque vengono poi trattate nell’Impianto di Potabilizzazione Bassette e in quello della Standiana di Ravenna. Nel Comune di Lugo si evidenzia la presenza di un impianto di trattamento di acque provenienti da pozzi situati in zone limitrofe, in funzione solo in determinati periodi dell’anno e in caso di siccità.

Il territorio riminese concorre alla produzione idrica del restante 20% del totale, facendo ricorso principalmente ad acqua di falda, estratta dai pozzi dislocati in varie zone del territorio provinciale. Le due principali fonti di alimentazione delle falde sono rappresentate dalla conoide del Marecchia e da quella del Conca, nella quale è inoltre presente l’omonima diga.

Coerentemente con la propria strategia e con i piani sviluppati dalla Regione Emilia-Romagna (PTA), la Società è impegnata a privilegiare l’utilizzo delle acque superficiali e a contenere i prelievi di falda, con l’obiettivo di utilizzare almeno il 70% di acqua di origine superficiale sul totale dell’acqua immessa in rete.
 

I NUMERI CHIAVE DI ROMAGNA ACQUE