LETTERA AGLI STAKEHOLDERS

Il Presidente
Tonino Bernabè

Lo sforzo ed i sacrifici di questi anni oggi sembrano delineare una migliore prospettiva. Una prospettiva che ha caratteristiche diverse dal passato. Le difficoltà di questi anni - lo abbiamo detto ripetutamente - non sono il risultato di una crisi momentanea ma di un cambiamento conseguente alla definitiva perdita di equilibri pregressi che avevano nel modello di sviluppo l’elemento centrale. Siamo quindi chiamati a tracciare nuovi percorsi con i quali riempire nuovi progetti. Per fare questo occorre avere una nuova visione. Le iniziative assunte dal governo hanno spinto in questa direzione individuando nella “green economy” uno degli elementi propulsori: quindi acqua, ambiente e sicurezza del territorio sono divenuti temi da sviluppare; anche una diversa idea di città è un argomento che sta mostrando le proprie potenzialità. L’accentuarsi, inoltre, degli effetti prodotti dai cambiamenti climatici in termini di perdite economiche, aumento dei danni e dei rischi; in alcuni casi l’inospitalità di aree intere che sono e saranno la causa di imponenti movimenti migratori che metteranno a dura prova gli equilibri sociali dei paesi maggiormente evoluti sono l’altra faccia della medaglia di un cambiamento da gestire.

L’Amministratore Delegato
Andrea Gambi

Riteniamo importanti gli sforzi sin qui fatti per la completa integrazione alla legislazione italiana della direttiva quadro europea sull’acqua - la 60/2000/CEE - mediante il DM 39/2015 che ha introdotto il pagamento dei servizi ecosistemici ambientali, ripresi dall’art.70 del collegato ambientale della legge di stabilità 2016. Non vanno dimenticati gli effetti prodotti anche dalle legge di riforma della pubblica amministrazione - la 190/2015 - con particolare riferimento ai decreti legislativi, in corso d’approvazione, riguardanti i servizi pubblici locali e le società a partecipazione pubblica. Per ciò che ci riguarda, in un ambito più locale, appare importante anche l’approvazione della legge di riordino istituzionale della Regione - la L.R. n.13/2015 - che ha riformato le principali agenzie rilevanti sul tema della “green economy” con la creazione di ARPAE e dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile. Altrettanto importanti anche le azioni intraprese anche dall’Autorità nazionale(AEEGSI) per migliorare il servizio offerto dai gestori spingendo in un loro aumento dimensionale, in un miglioramento delle loro capacità organizzative anche attraverso una spinta sempre più intensa all’efficentamento ed in una forte spinta a colmare il gap prestazionale delle nostre infrastrutture. Non è più possibile, quindi, pensare che le performances o la misura nel raggiungimento di un obiettivo possa essere valutata solo attraverso misure economiche-finanziarie se si vuole mirare ad una più ampia politica di sostenibilità avendo cura di non deprimere la qualità della vita. Uno degli obiettivi futuri è la misurazione della sostenibilità del benessere (BES-Benessere Equo e Sostenibile). La sostenibilità è spesso intesa nell’accezione ecologica, mentre essa deve comprendere anche le componenti economiche e sociali, così da poter misurare la sostenibilità futura del benessere nel complesso. Deve concretizzarsi un lavoro di approfondimento su come valutare la sostenibilità del benessere in Italia, sia seguendo il cosiddetto “approccio del capitale” (orientato a quantificare il capitale economico, naturale, umano e sociale per valutare se, con le tendenze in atto, questo sia destinato ad aumentare o diminuire), sia attraverso un approccio di valutazione del rischio, identificando alcuni fenomeni che rischiano di compromettere le condizioni future. Un’analisi di questo tipo è già presente nel dominio “Salute”, per il quale sono stati selezionati alcuni indicatori sui comportamenti a rischio (fumo, alcol, obesità, sedentarietà, qualità dell’alimentazione). L’elaborazione della base informativa necessaria alla misura del Bes potrebbe essere estesa anche a livelli territoriali minori (province, aree metropolitane, ecc.). In effetti, alcune iniziative sono già state avviate in varie parti d’Italia: in particolare, il progetto Urbes si propone di estendere il set di indicatori del Bes alle città metropolitane, mentre una iniziativa dell’Unione delle Province punta all’elaborazione di misure del benessere a livello provinciale. A livello locale, il decreto legge “Crescita 2.0” (convertito in legge n. 221/2012) prevede, per le smartcities (comunità intelligenti), la costruzione di set di indicatori economici, sociali e ambientali per la valutazione dell’impatto delle politiche per l’agenda digitale sul benessere dei cittadini. In questo modo, l’Italia è entrata nel ristretto gruppo di paesi con una legislazione che contiene un riferimento esplicito al concetto di benessere.
Il bilancio di sostenibilità è lo strumento adatto per soddisfare questa nuova necessità e contenere i necessari orientamenti ed in particolare quest’ultimo che sarà uno dei prossimi obiettivi aziendali. Per questo nel tempo il nostro bilancio ha assunto questa veste: da un lato in grado di integrare argomenti e complessità e dall’altro consentirci apprezzamenti e proposte unitarie secondo una visione via via sempre più stimolante ed olistica. Anche il settore idrico con la regolamentazione nazionale introdotta con il trasferimento all’AEEGSI di questo compito, in collaborazione con le riformate autorità d’ambito come ATERSIR, ha intrapreso un percorso di continuo consolidamento che ha favorito lo sviluppo di importanti investimenti, ha favorito la certezza della regolazione e con essa la possibilità di pianificare anche medio e lungo termine gli ingenti investimenti necessari. Sotto questo profilo va ricordato che anche quest’anno la buona gestione economica ha consentito un risparmio di tariffa di 7,4 milioni di euro ed un ottimo risultato economico che favorirà la capacità d’investimento della società.
Con questo rinnovato ruolo, il bilancio di quest’anno - mantenendo fede ai criteri di importanza precedentemente descritti - ha assunto definitivamente una veste conforme alle recenti linee guida (le GRI 4.0) che fanno della chiarezza espositiva e dell’accessibilità informativa gli aspetti caratteristici: proprio per sottolineare l’importanza del documento per tutta la struttura aziendale - che ha partecipato attivamente alla sua costruzione valutandola come un’opportunità di crescita e miglioramento - e per comunicare valori e contenuti della nostra azione a tutti gli interessati.
Agli obiettivi più tradizionali che hanno negli investimenti l’aspetto riassuntivo, si sono affiancati altri temi non meno importanti ed in grado di condizionare significativamente gli scenari futuri: dall’energia ai costi ecosistemici fino all’attenzione per la ricerca e per la salvaguardia ambientale.
Il bilancio di quest’anno si pone, quindi l’obiettivo, di analizzare e fornire risposte a questo nuovo e più ampio set di obiettivi.

 

I CINQUANT’ANNI DEL CONSORZIO ACQUE

Nel 1966, con una scelta decisamente saggia e lungimirante, gli amministratori locali dell’epoca decisero di dare vita al Consorzio Acque per le Province di Forlì e Ravenna. Era la “prima pietra” di un percorso lungo mezzo secolo che oggi vede come protagonista Romagna Acque-Società delle Fonti Spa, “erede” del Consorzio nato allora. La costruzione della diga di Ridracoli, tenacemente perseguita nonostante le enormi difficoltà di ordine finanziario e politico incontrate a fine anni Settanta, è stata la prima grande opera del Consorzio e il passo decisivo per la realizzazione dell’intero Acquedotto di Romagna, che dalla fine degli anni Ottanta serve gran parte dei comuni del territorio. Negli anni 2000, Romagna Acque è divenuta anche Società delle Fonti, assumendo il ruolo di unico produttore di acqua potabile per uso civile sull’area di pertinenza. Una storia di successo, che è diventata lo spunto per analizzare temi di vasta portata come il governo complessivo del territorio e delle risorse idriche, la capacità della classe politica locale di “fare sistema” e di realizzare un’opera strategica per lo sviluppo della regione, in un continuo confronto sia con le istituzioni, la Regione Emilia-Romagna e lo Stato in primo luogo, sia con la società civile e le sue istanze, a partire da quelle legate alla sicurezza e alla tutela ambientale.
Una storia che mostra come l’attenzione alle esigenze del territorio, prima di tutto, si sia saputa ben coniugare con un’attenzione particolare ai cambiamenti che si mostravano - con riferimento sia al settore di appartenenza, sia alla propria struttura societaria ed organizzativa - mantenendo sempre viva una strutturale vocazione all’innovazione ed al cambiamento tratti salienti di un efficace modo di agire che ancor oggi consente all’azienda di giocare un ruolo autorevole e guardare con serenità alle sfide future.
Nel 2015, in vista del Cinquantesimo, Romagna Acque ha deciso di organizzare una ricca serie di eventi e di iniziative che caratterizzeranno tutto il 2016. Prima fra tutte, la realizzazione di uno studio storico: la Società ha creato un Comitato d’Onore presieduto da Roberto Balzani, professore universitario ed ex sindaco di Forlì, che ha a sua volta commissionato al prof. Alberto Malfitano, storico dell’Università di Bologna, la redazione del volume “Il governo dell’acqua”, edito da Il Mulino, che racconta la storia di questo mezzo secolo.
Un iniziativa fondamentale, nella consapevolezza che la storia, maestra di vita, sia importante anche per capire il presente ed il futuro della nostra Società e della sua mission nel territorio romagnolo.

 

IL PIANO DEGLI INVESTIMENTI

Il 2015 è stato un anno fondamentale per la concretizzazione di alcuni degli investimenti più importanti dell’intero piano pluriennale. A settembre è stato inaugurato il grande potabilizzatore della Standiana nei pressi di Ravenna, che con i circa 40 km di condotte di interconnessione di grandi dimensioni a esso collegate rappresenta un intervento “di sistema” per l’intera area romagnola. L’altro grande intervento del 2015, nel riminese, è stato rappresentato dalla realizzazione della condotta di connessione fra Rimini Nord e Santa Giustina, e contemporaneamente il raddoppiamento del depuratore, oggi in grado di operare per una popolazione equivalente di 560.000 persone. Si tratta di un cardine fondamentale del Piano di Salvaguardia della Balneazione Ottimizzato, un progetto complessivo che avrà importanti effetti positivi sulla qualità ambientale del mare Adriatico, visto l’ambizioso obiettivo di azzerare gli scarichi a mare; Romagna Acque vi ha dato un cospicuo apporto, sia a livello progettuale che come investimento. Si tratta quindi di un importante traguardo, soprattutto in tempi odierni, che si è reso possibile grazie alla dimensione della società e ad una visione integrata delle necessità e degli interessi dell’area vasta Romagna. Risultato migliorato dall’ingente sforzo economico-finanziario sostenuto dalla società nel rinunciare a somme ingenti di tariffa che hanno consentito un importante risparmio ai cittadini.
 

L’IMPORTANZA DELLA SOCIETÀ PER L’ECONOMIA DELLA ROMAGNA

Come si vedrà nelle pagine che seguono, la realizzazione e il finanziamento di oltre 200 milioni di euro di
investimenti - pianificati dalla Società per il periodo 2011-2023 - si può valutare generi, per l’alto livello di
ricaduta locale generato dalle nostre attività, un impatto annuale sul PIL dell’area romagnola dello +0,15%,
garantendo circa 800 nuovi posti di lavoro all’anno. Sull’intero periodo di riferimento, l’incremento cumulato
di ricchezza in Romagna (in termini di PIL) è stimabile in poco meno di 500 milioni di euro con la promozione
di oltre 8 mila nuovi occupati. L’impatto maggiore si avrà per il settore delle costruzioni, seguito da quello
delle attrezzature (meccanica) e dei servizi d’ingegneria. Romagna Acque assume quindi un’importanza
strategica non solo in termini di core business (la garanzia di risorsa idropotabile) ma anche rispetto agli
investimenti sul territorio.
 

SICUREZZA DEL LAVORO E DELLA GESTIONE AMBIENTALE

È proseguita nel 2014 l’attività di rafforzamento delle politiche e delle azioni intese a promuovere la sicurezza sui luoghi di lavoro attraverso continue iniziative di formazione e informazione e un’intensa attività di verifiche e ispezioni interne che hanno ridotto sia l’indice di frequenza degli infortuni sia il numero complessivo degli infortuni. Nel corso del 2015 verrà completato, con la riorganizzazione, un migliore sistema di controllo e di prevenzione sia attraverso un capillare sistema di deleghe sia attraverso un approfondimento dell’analisi dei rischi che possa fornire migliori e più efficaci sistemi di prevenzione. Nel 2015, con l’intento di migliorare le capacità d’intervento sulla gestione ambientale - aspetto che riteniamo decisivo negli anni a venire - avvieremo inoltre una ricerca, con l’Università di Urbino, indirizzata alla valutazione del rischio ambientale a cui è esposto il conoide del fiume Marecchia per effetto di pratiche operative che generano fonti inquinanti puntuali e diffuse. L’analisi riguarderà le interazioni delle funzioni ecosistemiche e le relative valutazioni del costo ambientale e dei pagamenti ecosistemici sostenibili con lo scopo di definire un modello eventualmente estensibile ad altre aree sulla scorta di esperienze attive all’estero.

 

LA SICUREZZA PER L’APPROVVIGIONAMENTO

Grazie al nuovo potabilizzatore della Standiana, l’approvvigionamento idropotabile dell’intero territorio romagnolo è oggi molto più sicuro, e si basa sempre meno sulle acque di falda. Il nuovo impianto rende oggi disponibile una rilevante quantità di acqua aggiuntiva (per almeno 20 milioni di metri cubi anno potenziali), diversificando le fonti di approvvigionamento, e consente a una consistente parte del territorio di disporre di una garanzia di approvvigionamento nei casi di crisi idriche. Già al termine del 2015, la lenta ripresa autunnale degli apporti non ha comunque reso necessaria l’attivazione dell’impiantistica di supporto approntata per fare fronte alle crisi idriche, in quanto compensata dall’entrata in funzione del nuovo potabilizzatore.

 

GLI INVESTIMENTI SULL’ENERGIA E LA CERTIFICAZIONE ISO 50001

In linea con quanto accaduto negli anni precedenti, anche nel 2015 è proseguita la realizzazione del piano energetico della Società, ed è stato raggiunto un coefficiente di dipendenza energetica pari a 0,745. Nello scorso anno sono entrate in funzione tre centrali sulla rete idropotabile, ed è in via di realizzazione un’ulteriore centrale idroelettrica, che dovrebbe essere pronta per l’estate 2016. La Società produce energia anche attraverso 7 impianti fotovoltaici, che nel corso del 2015 hanno consentito una produzione pari a 774.073 kWh, ed è allo studio il progetto di due nuovi impianti.
Soprattutto, la Società ha deciso di adottare un Sistema di Gestione dell’Energia (SGE), quale strumento per supportare e dare piena attuazione alla Politica Energetica aziendale. Il Sistema è stato impostato con riferimento ai requisiti della norma UNI EN ISO 50001:2011. Nel corso del 2015 è stato attuato il percorso che ha portato all’ottenimento della certificazione a seguito dell’Audit finale del dicembre 2015.

 

COSTI DELLA RISORSA E COSTI ECOSISTEMICI

Infine, un altro dei nuovi temi che il Bilancio di Sostenibilità affronta in maniera adeguata riguarda la ricerca su un argomento emergente, anche a livello legislativo: quello dei cosiddetti “pagamenti ecosistemici”, in sigla PSEA. Una recente legge configura oggi i costi ambientali come qualsiasi spesa sostenuta per intraprendere misure tese al ripristino, alla riduzione o al contenimento del “danno” prodotto dagli utilizzi della risorsa per raggiungere gli obiettivi di qualità pianificati, imputabile direttamente al soggetto che utilizza la risorsa. La valutazione dei PSEA e del loro pagamento aggiunge così importanza al tema della tutela ambientale, individuando i criteri con cui si dovranno definire le forme di remunerazione dei servizi resi dagli ecosistemi. Tematiche rispetto alle quali l’azienda si impegna e si misura, costruendo i valori e i principi alla quale s’ispira e che rappresentano a parere nostro una splendida opportunità da cogliere per il futuro sviluppo delle nostre aree garantendo non solo opportunità di lavoro ma anche e soprattutto la capacità di apprezzare diversamente le risorse di un ambiente - nel quale tutti i giorni ci ritroviamo - di inestimabile valore; consentendo, in questo caso sì, la tutela e la trasmissione di un capitale intergenerazionale, cercando di agire rivolgendo ai nostri giovani quel rispetto e quell’attenzione che troppo raramente esprimiamo.

 

Il Presidente
Tonino Bernabè

L’Amministratore Delegato
Andrea Gambi