ETICA E INTEGRITÀ

IL PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE

PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE

La L. 190/2012 non reca una definizione specifica del concetto di “corruzione”. Una prima definizione è reperibile nella Circolare n. 1 del 2013, nella quale il Dipartimento della Funzione Pubblica specifica come la corruzione debba intendersi alla stregua di “un concetto comprensivo delle varie situazioni in cui, nel corso dell’attività amministrativa, si riscontri l’abuso da parte di un soggetto del potere a lui affidato al fine di ottenere vantaggi privati. Le situazioni rilevanti sono quindi evidentemente più ampie della fattispecie penalistica, che, come noto, è disciplinata negli artt. 318, 319 e 319 ter del codice penale, e sono tali da comprendere non solo l’intera gamma dei delitti contro la pubblica amministrazione disciplinati nel Titolo II, Capo I, del Codice Penale, ma anche le situazioni in cui, a prescindere dalla rilevanza penale, venga in evidenza un malfunzionamento dell’amministrazione a causa dell’uso a fini privati delle funzioni pubbliche, ovvero l’inquinamento dell’azione amministrativa ab externo, sia che tale azione abbia successo sia nel caso in cui rimanga a livello di tentativo”.

La Determinazione n. 12 del 28 ottobre 2015 dell’ANAC“, Aggiornamento del Piano Nazionale Anticorruzione”, conferma la definizione del fenomeno della corruzione contenuta nel P.N.A, non solo nell’accezione più ampia dello specifico reato di corruzione e del complesso dei reati contro la pubblica amministrazione, ma coincidente proprio con la maladministration, intesa come assunzione di decisioni (di assetto di interessi a conclusione di procedimenti, di determinazioni di fasi interne a singoli procedimenti, di gestione di risorse pubbliche) devianti dalla cura dell’interesse generale a causa del condizionamento improprio da parte di interessi particolari.
Occorre, cioè, avere riguardo ad atti e comportamenti che, anche se non consistenti in specifici reati, contrastano con la necessaria cura dell’interesse pubblico e pregiudicano l’affidamento dei cittadini nell’imparzialità delle amministrazioni e dei soggetti che svolgono attività di pubblico interesse.
 


Il piano triennale di prevenzione della corruzione
è un documento programmatico in cui confluiscono
le strategie e le metodologie per la prevenzione e il contrasto della corruzione


Il piano triennale di prevenzione della corruzione è parte integrante e sostanziale del MOG 231, che comprende anche il Programma Triennale della Trasparenza e dell’Integrità, ed è elaborato dal Responsabile della Prevenzione della Corruzione (RPCT) congiuntamente agli altri soggetti coinvolti nella predisposizione del Piano medesimo.

Il D.Lgs. 97/2016 ha apportato significative novità in materia di prevenzione della corruzione e della trasparenza, soprattutto negli enti di diritto privato controllati e partecipati.

In particolare, la principale novità del D.Lgs. 97/2016 sta nell’aver affiancato, quale strumento di trasparenza, il nuovo accesso generalizzato agli obblighi di pubblicazione già disciplinati dal D.Lgs. 33/2013, oltre ad avere esteso l’ambito soggettivo di applicazione non solo alle PP.AA., ma anche ad altri soggetti sia di natura pubblica che privata.

  • Il piano anticorruzione

  • Sito trasparente e accesso civico