Identità e governo della sostenibilità

Fonti di approvvigionamento nel territorio

Il fabbisogno idrico complessivo del territorio romagnolo ad uso civile viene soddisfatto con la risorsa proveniente dalle fonti presenti nelle tre province.

 

 

La principale fonte di approvvigionamento è rappresentata dall’invaso artificiale di Ridracoli, che soddisfa circa il 50% del fabbisogno totale, e viene derivata dagli alti corsi dei fiumi Bidente (bacino imbrifero diretto e i bacini laterali dei torrenti Rio Bacine, Bidente di Campigna, Bidente di Celle), Rabbi (fiume minore) e da bacini idrografici ricadenti all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Oltre a Ridracoli nel territorio della provincia di Forlì-Cesena sono presenti altre fonti, prevalentemente di falda (cioè acque che circolano nel sottosuolo), le quali contribuiscono a coprire un ulteriore 10% circa di fabbisogno idrico, attraverso il prelievo da pozzi dislocati sia nel cesenate che nel forlivese.

 

Il territorio ravennate contribuisce invece a produrre un volume idrico mediamente pari al 13% del fabbisogno totale, prevalentemente attraverso acque di superficie derivanti dal fiume Lamone, dal fiume Reno e dal Canale Emiliano Romagnolo (CER). Tali acque vengono poi trattate nell’Impianto di Potabilizzazione di Ravenna (NIP), mentre a Lugo è presente un impianto di trattamento di acque provenienti da pozzi situati in zone limitrofe, in funzione solo in determinati periodi dell’anno ed in caso di siccità.

 

Il territorio riminese concorre alla fornitura idrica del restante 27% del totale, facendo ricorso principalmente ad acqua di falda, estratta dai pozzi dislocati in varie zone del territorio provinciale. Le due principali fonti di alimentazione delle falde sono rappresentate dalla conoide del Marecchia e da quella del Conca, nella quale è inoltre presente l’omonima diga.

 

 

Coerentemente con la propria strategia, la Società è impegnata a privilegiare l’utilizzo delle acque superficiali e a contenere i prelievi di falda: oltre il 70% dell’acqua immessa in rete è di superficie.

In modo sinergico alla gestione della fornitura idrica all’ingrosso, Romagna Acque è impegnata nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili: nella rete di distribuzione sono infatti presenti due salti di pressione maggiori, sfruttati dalle centrali idroelettriche di Isola e Monte Casale, altri salti minori utilizzabili, e in parte già utilizzati, per la costruzione di mini o micro centrali idroelettriche. La Società è inoltre impegnata a valorizzare il proprio patrimonio impiantistico e immobiliare arricchendolo di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica.

Un altro importante campo di intervento di Romagna Acque è quello relativo al finanziamento di opere per il gestore del SII, da esso realizzate e gestite nel rispetto degli atti convenzionali vigenti, per cui la Società, in qualità di finanziatrice e proprietaria delle opere, si vede riconosciuto un canone a copertura dei costi del capitale investito.

Gli obiettivi strategici della Società sono sia il mantenimento della struttura impiantistica esistente, sia il suo rafforzamento - in termini di nuovi impianti di prelievo, trattamento e di reti di interconnessione - per garantire l’approvvigionamento idropotabile della Romagna in qualsiasi situazione idrologica e contribuendo a una gestione ottimale dell’intero Servizio Idrico Integrato a beneficio dell’utente finale.