Performance ambientale

La provincia di Forlì-Cesena

L’invaso di Ridracoli - Captazione

L’opera più rilevante dell’intera rete dell’Acquedotto della Romagna è la Diga di Ridracoli, uno sbarramento con struttura ad arco-gravità avente una capacità di invaso di 33 milioni di m3 di risorsa idrica. L’invaso è localizzato a circa 10 Km a monte dell’abitato di Santa Sofia e circa a 50 Km a sud di Forlì, nel cuore dell’Appennino Tosco-Romagnolo, nell’alta valle del fiume Bidente, scelta per le sue caratteristiche favorevoli alla formazione di un bacino artificiale. La Diga di Ridracoli si trova ai margini settentrionali della Foresta della Lama e, come anticipato, ricade all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, di Campigna e Monte Falterona; l’area interessata, per circa 162 ettari (di cui 100 ettari di invaso), fa parte del Sito di Importanza Comunitaria Monte Gemelli e Monte Guffone SIC IT 4080003.

 

Il lago è a quota 557 m, la sua forma è irregolare, ramificata, e si estende nelle vallate dei torrenti e degli affluenti minori. La superficie supera di poco il chilometro quadrato (1,035 Km2) ed il suo bacino imbrifero naturale è di circa 37 Km2, mentre quello indiretto1 ha un’estensione complessiva di circa 52 Km2. Nei pressi di Santa Sofia sono stati realizzati una centrale idroelettrica gestita da Enel Green Power S.p.A., l’impianto di potabilizzazione e l’unità centrale del sistema di telecontrollo e telecomando dell’intero acquedotto.

Le portate complessive che giungono all’invaso di Ridracoli vengono ricavate in base al metodo del bilancio idrologico, consistente nel calcolo delle variazioni del volume del bacino riferite ad un intervallo di tempo (quote invaso, trasformate in portate mediante la curva dei volumi di invaso, realizzata durante la fase di progettazione della Diga), sommate ai prelievi dalla galleria di derivazione (centrale idroelettrica/potabilizzatore Capaccio), ed agli eventuali scarichi dalle paratoie e dallo scarico di superficie (sfioratore) della Diga. Dal volume complessivo dell’invaso è quindi possibile risalire ai contributi del bacino diretto e indiretto, per differenza tra il volume complessivo dell’invaso e quello del bacino indiretto misurato sulla galleria di gronda prima dell’immissione nell’invaso.

 

(1 Si considera bacino diretto alla diga il bacino che attraverso la sua conformazione morfologica convoglia le sue acque direttamente nella diga, mentre il bacino indiretto apporta acqua alla diga attraverso opere di presa, opere di sbarramento e gallerie di gronda, quindi attraverso un’opera umana.)

 

Bacini imbriferi (Km2)

Acqua captata 2011 (EN8) (m3)

Acqua captata 2012* (EN8) (m3)

Acqua captata 2013 (EN8) (m3)

Bacino diretto (EN9)

(Bidente di Ridracoli)

36,77

16.528.000

27.096.000

48.691.000

Bacino indiretto (EN9):

       

Rio Bacine

2,31

911.000

1.842.000

2.394.000

Bidente di Campigna

19,67

10.783.000

15.620.000

15.172.000

Bidente di Celle

14,13

6.978.000

11.456.000

11.330.000

Torrente di Fiumicello

15,61

2.249.000

6.784.000

4.512.000

Totale

51,72

20.921.000

35.702.000

33.408.000

Totale

88,49

37.449.000

62.798.000

82.099.000

Fonte: Tabulati relativi al bilancio Idrologico, Servizio Manutenzione Impianti Capaccio Captazione e Dighe.

* Il dato è variato rispetto a quello provvisorio pubblicato nel Bilancio di Sostenibilità 2012.

 

Negli anni ’60, al momento della progettazione e successiva costruzione della Diga ancora non esisteva la normativa di V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale). L’allora Consorzio Acque nei primi anni ’90, volontariamente, commissionò al C.N.R. e all’Università di Bologna, Istituto di Estimo Rurale e Contabilità, in particolare al Prof. Maurizio Grillenzoni e al Dott. Alessandro Ragazzoni, lo studio di “Valutazione multicriteriale” (ex post) della Diga di Ridracoli, al fine di possedere un’analisi il più possibile completa degli effetti che la realizzazione e l’esercizio di una diga potevano determinare nell’area circostante. La metodologia di studio adottata ha permesso di giungere ad un indice aggregato finale attribuito al territorio, denominato “Indice di Qualità Ambientale”. Il valore iniziale (ante progetto) attribuito a tale indice è stato pari a 1.000 e l’elaborazione dello studio ha fornito la situazione ex post del progetto: questa è risultata essere migliorativa della situazione ex ante, la lista di controllo ambientale pesata ha infatti rilevato per la situazione ex post un coefficiente pari a 1.219.

 

 

La realizzazione della Diga di Ridracoli ha contribuito a conseguire gli effetti di seguito illustrati:

  • Riduzione del fenomeno della subsidenza (EN13) Studi specifici condotti dalla Società hanno dimostrato che la riduzione dei prelievi dalle acque del sottosuolo ha permesso una significativa riduzione della subsidenza nel litorale, passata da una media di circa 3 cm/anno (con punte di 5 cm/anno a Cesenatico) a circa 2 cm/anno.
  • Contenimento delle piene (EN14) In condizioni di volumi stoccati inferiori al livello di massima regolazione, l’invaso creato dalla Diga di Ridracoli svolge l’importante funzione di serbatoio di laminazione e di contenimento delle piene, evitando che in corrispondenza di eventi piovosi di rilevante intensità, si verifichino fenomeni alluvionali a valle.
  • Contenimento dell’apporto solido all’invaso e salvaguardia ambientale (EN13, EN26) Per il controllo dell’interrimento dell’invaso di Ridracoli, successivamente all’entrata in esercizio dell’acquedotto della Romagna, a cadenze di 3/5 anni, sono stati eseguiti dei rilievi batimetrici (eco-scandaglio di precisione abbinato a sistema GPS) per rilevare il fondale dell’invaso e sviluppare il volume complessivo. Dall’ultimo rilevo effettuato nel 2011, con l’adozione di una nuova tecnologia che esegue una scansione completa della fascia di lago sottostante al natante (multibeam), la precisione finale sul calcolo del volume di invaso è ulteriormente migliorata rispetto al passato. I risultati ottenuti hanno dimostrato, che rispetto ai dati di progetto (pari a 42.000 m3 annui di apporto solido), i valori sono tendenzialmente più bassi (circa 35.000 m3 annui), confermando il buon risultato degli interventi di difesa effettuati a partire dagli anni ’90, a monte dell’invaso e delle opere di captazione della galleria di Gronda.

 

 

  • Sostegno e sviluppo dell’aspetto socio-economico e turistico (EC8, EC9) Romagna Acque-Società delle Fonti S.p.A. alla fine dei lavori di costruzione della Diga ha avviato una serie di progetti di recupero e riqualificazione dell’abitato di Ridracoli che, dopo anni di abbandono, ha così riacquistato vitalità economica e sociale. La Società contribuisce inoltre allo sviluppo socio-economico della zona anche tramite un Fondo alimentato dalle entrate derivanti della vendita dell’acqua prodotta dall’invaso di Ridracoli, che dal 2010 è stato portato al 4% (si veda Performance Sociale) e che è destinato a finanziare interventi di valorizzazione ambientale e di sviluppo economico nei tre Comuni montani dove sono ubicati i principali impianti operativi.
  • Gestione dell’impatto visivo della Diga (EN14) Pur trattandosi di un manufatto molto imponente, l’impatto visivo della Diga risulta contenuto, essendo lo sbarramento e l’invaso creatosi racchiusi in una corona di rilievi montuosi in grado di limitarne la visibilità. Inoltre, nell’ambito dell’operazione di valorizzazione ambientale del sito intrapresa fin dall’avvio dei lavori di costruzione, sono stati realizzati diversi interventi finalizzati a mitigarne l’effetto visivo, quali ad esempio la rinaturazione della spalla destra della Diga, mediante tecniche di ingegneria naturalistica, e la sistemazione di un’area panoramica nel versante sinistro.
  • Riduzione del deflusso naturale dei fiumi (EN9) L’accresciuta sensibilità verso la conservazione dell’ecosistema fluviale ha sollecitato, negli ultimi anni, la definizione del concetto di “Deflusso Minimo Vitale” (DMV); nell’ambito del Piano di Tutela delle Acque, la Regione si occupa di definire i rilasci minimi consentiti. La Società, attenta al rispetto delle concessioni di derivazione ministeriali, ha deciso autonomamente di intraprendere una politica di tutela della portata naturale dei corsi d’acqua, aumentando l’entità dei rilasci in alveo rispetto a quelli previsti dalla concessione stessa e sospendendo, a meno del verificarsi di piene particolarmente elevate, i prelievi dai bacini indiretti nel corso del critico periodo estivo.

 

Rilasci minimi imposti dalla concessione ministeriale di derivazione e rilasci effettivi

FIUME

Rilascio minimo da concessione (l/s)

Rilascio effettivo medio 2011 (l/s)

Rilascio effettivo medio 2012* (l/s)

Rilascio effettivo medio 2013 (l/s)

Rilascio effettivo medio 1994/2013 (l/s)*

Bidente di Ridracoli

20

297

40

589

197,6

Bidente di Campigna

10

61

143

485

135,1

Bidente di Celle

10

37

83

350

98,8

Fiumicello

10

137

65

365

140,7

56 mln

di m3 di acqua
complessivamente
rilasciati dalle
opere di presa
nel 2013

 

Fonte: Tabulati relativi al bilancio Idrologico, Servizio manutenzione impianti Capaccio captazione e dighe.

 

* Il dato è variato rispetto a quello provvisorio pubblicato nel Bilancio di Sostenibilità 2012.

 

 

 

Volumi rilasciati

FIUME

Volumi complessivi rilasciati 2011 (m3)

Volumi complessivi rilasciati 2012* (m3)

Volumi complessivi rilasciati 2013 (m3)

Volumi medi complessivi rilasciati 1994/2013 (m3)

Bidente di Ridracoli

9.393.000

1.242.000

18.580.000

6.233.000

Bidente di Campigna

1.918.000

4.514.000

15.303.000

4.262.000

Bidente di Celle

1.175.000

2.640.000

11.046.000

3.119.000

Fiumicello

4.334.000

2.067.000

11.521.000

4.441.000

TOTALE

16.820.000

10.463.000

56.450.000

18.055.000

 

Fonte: Tabulati relativi al bilancio Idrologico, Servizio manutenzione impianti Capaccio captazione e dighe.

 

Fonte: Stazioni Idrometeo Ridracoli - Bilancio Idrologico.

** La regione Emilia Romagna con la “Dichiarazione dello stato di crisi regionale ai fini idropotabili fino al 31 maggio 2012 nel territorio delle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini” (Decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 214 del 22 novembre 2011) ha concesso deroga anche relativamente al Deflusso Minimo Vitale.

 

Le opere di presa sul Bidente di Celle e di Campigna e sul Torrente di Fiumicello non consentono di captare interamente le portate di piena medie ed alte e quindi annualmente, in occasione di numerosi eventi, considerevoli volumi idrici superano le opere di presa - non affluendo all’invaso - ed alimentano direttamente il fiume. I prelievi operati riducono mediamente il deflusso naturale alla foce del fiume Bidente-Ronco del 15% e non vanno quindi ad intaccarne in maniera significativa il bilancio idrico.

 

Riduzione del trasporto “solido” verso valle (EN 12)

Dai risultati dell’analisi sui Fiumi Uniti (Ronco-Bidente, Montone-Rabbi) svolte nel 1996 da IDROSER S.p.A., nell’ambito di uno studio relativo alla difesa del mare e alla riqualificazione ambientale del litorale della Regione Emilia-Romagna, risulta che, mediamente, la presenza di opere trasversali è causa di una riduzione dell’apporto solido del corso d’acqua (assieme alla subsidenza, una delle principali cause dell’erosione delle coste regionali) pari a circa il 10%. Una valutazione puntuale dell’incidenza della Diga su tale effetto è difficilmente effettuabile, ma considerando che lo studio prende in considerazione tutte le opere trasversali presenti lungo il fiume Bidente e che un lungo tratto di alveo separa la Diga dalla foce, è ragionevole supporre che il contributo dello sbarramento in esame alla riduzione del trasporto solido del corso d’acqua sia trascurabile. A distanza di circa un trentennio dalla costruzione della Diga nel tratto di corso fluviale immediatamente a valle dello sbarramento non sono stati riscontrati fenomeni erosivi di rilievo.

 

971

punti di
misura per il
controllo dello
sbarramento di
Ridracoli

Monitoraggio dei rischi per la sicurezza dei territori e delle popolazioni a valle (SO1)

La sicurezza dei territori e delle popolazioni a valle è garantita attraverso una rigorosa gestione ed un attento controllo dello sbarramento di Ridracoli (la Diga, il serbatoio e le sue sponde, il bacino imbrifero). La metodologia adottata si basa fondamentalmente sull’installazione di diversi sistemi di monitoraggio (971 punti di misura), sia ad acquisizione manuale che automatica (sistemi idrologici-idraulici, statici e dinamici per gli aspetti strutturali), e sull’uso di procedure di analisi in tempo reale, per valutare il comportamento strutturale rispetto a modelli teorici di riferimento. Nel sito Internet di Romagna Acque-Società delle Fonti S.p.A. (www.romagnacque.it) sono disponibili informazioni, aggiornate in tempo reale, relative alle condizioni di esercizio e sicurezza della Diga; i risultati delle attività di sorveglianza vengono inoltre resi disponibili alla popolazione residente a valle dello sbarramento mediante stazioni video installate presso le sedi Municipali.

 

Impianto di Capaccio - Potabilizzatore

L’impianto di Capaccio è posto immediatamente a valle della centrale idroelettrica di Isola, in località di Capaccio di Santa Sofia, ed è gestito mediante un sistema su due linee parallele da 1.500 l/s che consente di trattare, in condizioni favorevoli, un picco massimo di circa 220.000 m3 di acqua al giorno. Il processo di potabilizzazione attuato nell’impianto si articola nelle seguenti fasi: ossidazione e regolazione della portata; condizionamento chimico; chiarificazione; filtrazione; disinfezione; accumulo finale; trattamento fanghi.

 


La produzione dell’impianto nell’anno 2013, in relazione alle condizioni meteorologiche e climatiche favorevoli, ammonta a 59.756.892 m3 di acqua.


 

Altre Fonti e Impianti di potabilizzazione di Forlì – Cesena

Oltre all’invaso di Ridracoli nella provincia di Forlì-Cesena sono presenti altre fonti, di natura prevalentemente sotterranea (ovvero di falda); nel corso del 2013 queste hanno prodotto complessivamente 10.527.866 m3 di acqua, contribuendo al soddisfacimento di circa il 30% del fabbisogno idrico per usi civili della provincia.

In particolare nel territorio sono presenti:

• 6 principali impianti di potabilizzazione: Montaspro, Pandolfa, Romiti a Forlì, Quarto di Sarsina, Mercato Saraceno e Alberazzo di San Mauro Pascoli;

• 57 pozzi

• 8 derivazioni da acque superficiali (pozzi subalveo);

• 137 sorgenti.

FONTE IDRICA (EN9)

Acqua captata in m3 (EN8)

2011

2012

2013

Acqua di origine sotterranea

10.181.400

13.472.639

6.772.024

Acqua di origine subalveo

1.522.629

1.597.660

1.171.827

Acqua di origine sorgiva / superficiale

2.529.801

2.428.135

2.584.015

TOTALE

14.223.830

17.498.434

10.527.866

 

Negli impianti di potabilizzazione citati vengono effettuati i seguenti trattamenti: chiariflocculazione; sedimentazione; filtrazione su sabbia e su carbone; disinfezione finale.

 


Nel 2013 sono stati captati dai citati impianti principali 4.325.159 m3

(circa il 41,1 % del totale complessivo di acqua captata), il restante volume
di 6.202.707 m
3 (circa il 48,9%) è stato captato negli impianti minori.