Performance ambientale

Rete distributiva

566 Km

di rete distributiva
in esercizio

La rete adduttrice dell’Acquedotto di Romagna si sviluppa all’interno del territorio romagnolo per una lunghezza complessiva di circa 359 km in esercizio, oltre a circa 40 Km non ancora in esercizio. A questa si aggiungono circa 207 Km di condotte a servizio delle fonti locali. L’acqua proveniente dall’impianto di potabilizzazione di Capaccio viene trasferita fino alle vasche di carico di Monte Casale di Bertinoro (190 m sopra il livello del mare) attraverso una condotta principale lungo la quale sono state realizzate tre spillature per la consegna della risorsa idrica ai Comuni di Santa Sofia, Cusercoli e Meldola.

Dalla cerniera idraulica di Monte Casale si sviluppano i due rami principali dell’acquedotto, le cui condotte formano due ampi anelli, uno in direzione nord-ovest ed uno in direzione sud-est.

 

L’anello nord-ovest è formato dai seguenti rami principali:

  • Monte Casale - Alfonsine
  • Monte Casale - Forlimpopoli - Bertinoro - San Mauro in Valle
  • S.Mauro in Valle - Mercato Saraceno (tratta che risale la vallata direzione sud)
  • San Mauro in Valle - Cesena
  • Cesenatico - Ravenna
  • Chiusura anello nord Ravenna - Russi (nuova realizzazione non ancora in esercizio)
  • Monte Casale - Forlimpopoli - Montaspro

 

L’anello sud-est è formato dai seguenti rami:

  • Cesena - Santarcangelo
  • Cesena - Cesenatico (in comune con l’anello Nord).
  • Cesenatico - Cattolica-Gabicce
  • Santarcangelo - Poggio Berni
  • Poggio Berni - Sogliano

 

Il tracciato della rete è stato scelto in modo tale da effettuare il più breve percorso possibile fra punto di partenza e punto di arrivo e cercando, ove possibile, di mantenere in funzione le condotte per gravità.

 

 Monte Casale


Le vasche di carico di Monte Casale garantiscono un carico costante alla rete di distribuzione e costituiscono un necessario accumulo per assorbire le variazioni giornaliere nei consumi di acqua. Il serbatoio di Monte Casale è costituito da quattro vasche contigue, ma strutturalmente ed idraulicamente indipendenti. La capienza totale dei serbatoi raggiunge i 60.000 m3. L’opera, realizzata interamente in calcestruzzo armato, è stata interrata nella collina in modo da limitare l’impatto visivo da essa generato, sottraendo alla vista panoramica della collina di Bertinoro l’intero impianto (EN14). Il complesso è dotato di impianto di riclorazione per la disinfezione delle acque in uscita dalla vasche di carico ed è collegato al serbatoio di Forlimpopoli tramite due condotte di diametro pari a 1.000 mm e 800 mm; tale serbatoio è a sua volta collegato con Montaspro da un’ulteriore condotta di diametro pari a 600 mm.

Presso Monte Casale è presente una centrale idroelettrica realizzata nel 2000 dalla Società, allo scopo di sfruttare il contenuto energetico residuo dell’acqua per la produzione di energia idroelettrica, anziché dissiparlo tramite valvole regolatrici come avveniva in precedenza. La centrale permette di produrre fino ad un massimo di 8 GWh all’anno di energia da fonti rinnovabili (EN6).

 

 Condotte


La rete di distribuzione dell’Acquedotto della Romagna, compresa la condotta di derivazione, ha un’estensione di 359 km, a cui se ne sono aggiunti circa 40 km non ancora in esercizio (chiusura anello nord). Per la sua realizzazione sono state utilizzate tubazioni in acciaio (zone collinari e pedemontane) e in ghisa (zone costiere) ed il loro diametro varia da un minimo di 100 mm ad un massimo di 1.400 mm.

Al fine di preservarle dai fenomeni corrosivi generati dalle correnti elettriche vaganti, le tubazioni in acciaio sono state dotate di un sistema di protezione catodica mentre le tubazioni in ghisa sono state protette dalla corrosione mediante un rivestimento interno in malta cementizia ed un rivestimento esterno costituito da zincatura e successiva verniciatura.

 

 Cabine di derivazione


Le cabine di derivazione sono edifici che ospitano le apparecchiature per la consegna dell’acqua alle aziende clienti. Sono costruite su due livelli: al piano di campagna sono installati i quadri elettrici ed elettronici per il comando sul posto di tutte le valvole ed il collegamento al centro operativo di Capaccio; al piano inferiore sono invece collocate le apparecchiature idrauliche.

Nel corso del 2013, con la collaborazione di Hera S.p.A., è stata allacciata all’Acquedotto della Romagna l’utenza di Montepetra per migliorare il servizio in termini qualitativi e quantitativi alla città di Sarsina.

 

 Impianti di riclorazione


Gli impianti di riclorazione a biossido di cloro, localizzati presso le vasche di carico di Monte Casale e le cabine di Faenza, Ravenna, Riccione, Sant’Andrea, Coriano, Masrola, Cusercoli, Meldola, Mercato Saraceno e Montepetra garantiscono il reintegro di disinfettante all’acqua, nei tratti ove i tempi di permanenza in condotta sono lunghi. Inoltre sono stati realizzati impianti di dosaggio ipoclorito di sodio presso i punti di consegna di Castrocaro, Torriana, Bivio Montegelli, Masrola, Santa Sofia e Pinarella. Prima della riclorazione di Sant’Andrea e Coriano sono installati filtri a carbone attivo granulare al fine di rimuovere lo ione clorito che si forma dalle riclorazioni precedenti e quindi garantire una ulteriore adeguata copertura dei tratti di acquedotto periferici senza superare i limiti imposti per lo ione clorito.

 

 Serbatoi


I serbatoi sono localizzati presso i punti di consegna della risorsa idrica e, grazie alla loro capacità di accumulo, permettono di rispondere adeguatamente alle variazioni giornaliere delle richieste d’acqua delle utenze. I serbatoi sono di due tipologie: seminterrati, realizzati inserendo nel terreno la struttura in calcestruzzo armato e lasciando visibile all’esterno solo l’accesso, e pensili, costituiti da uno stelo che sostiene una vasca di forma tronco conica rovesciata posta ad altezza variabile da 40 a 55 metri dal piano campagna. Lungo la rete ne esistono in tutto 40, di cui 27 di proprietà di Romagna Acque-Società delle Fonti S.p.A. (gli altri sono di proprietà delle aziende clienti) localizzati presso: Russi, Faenza, Castrocaro, Villagrappa, Forlì, Forlimpopoli, Cesena, Sant’Arcangelo, Borghi, Sogliano, Poggio Berni (anche per Repubblica di San Marino), Torriana, Sala, Pinarella, Cesenatico, Villamarina, Bellaria, Coriano, Cevolabbate, Montalbano e Mercato Saraceno e Montepetra.

 

 Apparecchiature di linea


Lungo la rete distributrice sono installate valvole a farfalla di intercettazione, per sezionare la linea in caso di emergenza, e valvole di scarico–sfiato, per garantire un agevole svuotamento e riempimento delle condotte. Tutte le valvole sono situate in pozzetti dislocati in zone di agevole accesso, per renderne più semplice la manutenzione e la manovra.

 

 Potabilizzatori sul C.E.R.


Potabilizzatori mobili

Per fare fronte all’emergenza idrica dovuta alla siccità dell’anno 2007, sono stati realizzati nei punti di attraversamento del Canale Emiliano Romagnolo, in località Macerone di Cesena e Granarolo di Faenza, due potabilizzatori di emergenza, di potenzialità pari a 40 l/s per singolo impianto, con sistema a membrane ad ultrafiltrazione. L’acqua greggia viene prelevata dallo stesso canale e, dopo il trattamento, spinta con pompe ad alta prevalenza nelle condotte di distribuzione. Nel 2013 non è stato necessario l’utilizzo di tali potabilizzatori in quanto gli apporti all’invaso di Ridracoli sono risultati abbondanti.

 

Nel 2013 non è stato necessario l’utilizzo dei potabilizzatori sul CER

Impianto di potabilizzazione di Forlimpopoli

Nel quadro delle opere infrastrutturali programmate per fare fronte all’emergenza idrica è stato realizzato nei pressi di Forlimpopoli, in adiacenza al serbatoio con pompaggio sulla linea Montaspro - Monte Casale, un nuovo impianto di potabilizzazione con potenzialità di circa 200 l/sec. Tale impianto, realizzato a fine 2011 in estrema urgenza e in tempi strettissimi ed in funzione già da gennaio 2012, tratta l’acqua proveniente dal CER mediante filtri a sabbia e conferisce l’acqua potabilizzata nel suddetto serbatoio dal quale, miscelatasi con quella proveniente da Montaspro, viene poi pompata a Monte Casale. Anche l’utilizzo di tale potabilizzatore non è stato necessario nel corso del 2013.

FONTE IDRICA (EN9)

Acqua captata in m3 (EN8)

2011

2012

2013

Macerone di Cesena

207.260

431.700

0

Granarolo di Faenza

203.586

373.449

0

Forlimpopoli

-

1.266.310

0

Totale

410.846

2.071.459

0

Fonte: tabulati relativi al Bilancio Idrologico.

 

 

 Pompe sul Bidente


Sempre a supporto delle fonti tradizionali, sulla base di un disciplinare sottoscritto con la Regione Emilia Romagna, è installata una pompa sul Bidente, parte dell’impianto di by-pass alla galleria di derivazione, che, quando le condizioni di portata del fiume lo consentono, solleva all’impianto di potabilizzazione di Capaccio quantitativi di acqua greggia fino ad un massimo di 190 l/s. Tale risorsa viene miscelata con acqua di Ridracoli prima della potabilizzazione. Il volume del prelievo dal Bidente nel corso del 2013 è stato di 575.567 m3.

 

 

 Impianti di Interconnessione con Fonti Locali


Per fronteggiare i momenti di scarsa disponibilità di Ridracoli, oltre al sopra citato impianto Monte Casale - Montaspro che sfrutta l’acqua dei pozzi di Forlì, sono stati realizzati diversi impianti di interconnessione per immettere nella rete dell’Acquedotto della Romagna acqua potabile prodotta da Fonti Locali. Tali impianti sono ubicati presso il serbatoio di Cesena, il serbatoio di Rimini Covignano e la cabina di derivazione di Torre Pedrera.

 

  • Lo sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili attraverso impianti fotovoltaici ed idroelettrici, impianti cogeneratori